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	<title>BLOG personale di Gianluca Nigro &#187; sinistra</title>
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		<title>I suicidi in carcere e l&#8217;etica della responsabilità</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 08:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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da fuoriluogo Aprile 2009
La metto così: il carcere è, e in sostanza è sempre stato, una questione totale: cioè, una questione in ogni suo aspetto, un continuum di criticità, che si tengono tutte fra loro. La questione dei suicidi in carcere, a mio avviso, va letta così. Nel contesto del carcere, per dire una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=407&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2008/05/carcere-testata.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-25" title="sbarre" src="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2008/05/carcere-testata.jpg?w=387&#038;h=336" alt="sbarre" width="387" height="336" /></a>Sandro MARGARA</p>
<p style="text-align:justify;">da fuoriluogo Aprile 2009</p>
<p style="text-align:justify;">La metto così: il carcere è, e in sostanza è sempre stato, una questione totale: cioè, una questione in ogni suo aspetto, un continuum di criticità, che si tengono tutte fra loro. La questione dei suicidi in carcere, a mio avviso, va letta così. Nel contesto del carcere, per dire una cosa ovvia, tutto quello che dovrebbe rilevare sul nostro tema è la sua vivibilità o la sua invivibilità. Il discorso potrebbe allora svilupparsi nella ricostruzione di tutti i fattori e dinamiche di invivibilità, non pochi e non leggeri. Poi, bisognerebbe attuare una strategia dell&#8217;attenzione nei confronti di coloro che soffrono in modo speciale la invivibilità.<br />
Ma c&#8217;è, indubbiamente, a monte di questi aspetti, un primo punto che non può essere ignorato: ed è quella che potrebbe essere chiamato la «vivibilità dell&#8217;arresto», che ha un proprio rilievo, provato dal dato statistico (ricavato dal libro di Baccaro e Morelli: «Il carcere: del suicidio e di altre fughe», letto in bozza) che il 28% dei suicidi in carcere si verificano entro i primi dieci giorni e il 34% entro il primo mese. Sotto questo profilo del «tintinnio delle manette», il carcere fa solo da cornice al precipitare di vicende individuali, rispetto alle quali un sistema di attenzione degli operatori non è facile, specie in presenza di certe strategie processuali. Naturalmente, c&#8217;è chi dirà: «Non vorrai mica che il carcere non faccia paura?».<br />
Ma veniamo ai fattori di invivibilità del carcere, subìti e sofferti da tutti e da alcuni fino a rinunciare alla vita. Il primo è quello legato al sovraffollamento, che ha due aspetti a cominciare dal fatto di vivere a ridosso immediato di altre vite, il levarsi reciprocamente l&#8217;aria, il che non è affatto poco (gli esperimenti per le scimmie dicono che diventano nervose: e gli uomini?). Ma poi, in una struttura sovraffollata, inevitabilmente le disfunzioni sono infinite. Si lotta per sopravvivere a livelli minimi.<br />
Il Comitato per la Prevenzione della Tortura del Consiglio di Europa (Cpt), ha considerato la situazione di sovraffollamento in carcere, come «trattamento inumano e degradante». Tanto maggiore sarà la invivibilità quanto più si accompagnerà alle lunghe permanenze in cella, a fare della cella il luogo di una vita invivibile. E la normalità, in situazioni del genere, è che dalla cella si esce solo per brevi periodi «d&#8217;aria», ma non per lavorare o per altre attività né, per molti dei detenuti (stranieri, persone sbandate per le ragioni più varie, etc.), per avere colloqui con i familiari. E&#8217; possibile costruire prospettive di uscita da queste situazioni? Lo impediscono: la povertà delle risorse organizzative del carcere su questo versante, le risposte sempre più difficili e spesso negative della magistratura, lo stesso ridursi delle possibilità o la mancanza di queste per la fascia sempre più numerosa degli stranieri, che attendono solo l&#8217;espulsione (nei grandi carceri metropolitani sono ormai ben oltre il 50%, ma anche la media nazionale si avvicina al 40%). C&#8217;era una volta un Ordinamento penitenziario che dava delle speranze di permessi di uscita, di misure alternative, ma anche questi spazi si sono sempre più ristretti &#8211; per leggi forcaiole e per magistrati condizionati dal clima sociale che le produce &#8211; e le speranze si sono trasformate in delusioni.<br />
D&#8217;altronde, il suicidio non è l&#8217;unico prodotto della invivibilità delle carceri: lo sono anche i tentati suicidi, come pure, spesso difficili da distinguere dai primi, i gesti autolesionistici. Tutto insieme, si arriva vicini all&#8217;inferno. C&#8217;è, comunque, una campagna della amministrazione penitenziaria per individuare e agire a sostegno dei soggetti più a rischio. Ma non si può sperare che questo serva quando gli sforzi necessari sono limitati da poche risorse, destinati a durare per poco tempo, come accaduto in passato, affidati ad un sistema di sorveglianza psicologica e psichiatrica mai costruito adeguatamente: il tutto sempre dentro quelle condizioni di invivibilità che si mantengono e si concorre anzi ad aggravare, come dimostra l&#8217;accelerazione delle dinamiche di sovraffollamento. Tento una conclusione. Sentire, tutti, la responsabilità di questi morti e del carcere che li produce è una scelta etica desueta.</p>
 Tagged: biopolitica, carcere, istituzioni totali, sicurezza, sinistra <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/407/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/407/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/407/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/407/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/407/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=407&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;insicurezza è la normalità &#8211; Giorgio Galli</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 09:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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da Il manifesto 28/02/2009
Vi è un pacchetto sulla sicurezza già all&#8217;esame del parlamento, uno dei cui rami l&#8217;ha già approvato. È quello che induce i medici a denunciare i clandestini. Poi c&#8217;è un super pacchetto sulla super sicurezza, varato dal governo per introdurre le cosiddette ronde, che in parlamento erano state escluse dalla legge in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=323&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/03/vauro050209.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-324" title="vauro050209" src="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/03/vauro050209.gif?w=329&#038;h=290" alt="vauro050209" width="329" height="290" /></a><br />
da Il manifesto 28/02/2009<br />
Vi è un pacchetto sulla sicurezza già all&#8217;esame del parlamento, uno dei cui rami l&#8217;ha già approvato. È quello che induce i medici a denunciare i clandestini. Poi c&#8217;è un super pacchetto sulla super sicurezza, varato dal governo per introdurre le cosiddette ronde, che in parlamento erano state escluse dalla legge in esame. È una sovrapposizione abbastanza strana. Ma ancora più strana è la motivazione.<br />
In un primo tempo il governo ha detto che il decreto era necessario perché tre stupri in contemporanea a metà febbraio, a Roma, Bologna e Milano, evidenziavano un&#8217;emergenza stupri, una delle tante emergenze che travagliano l&#8217;Italia.<br />
Poi il premier ha chiarito che nell&#8217;ultimo anno gli stupri sono diminuiti. Se gli stupri calano, è evidente che l&#8217;emergenza non c&#8217;è. Allora perché occorre un decreto? Lo ha chiarito lo stesso premier: perché occorre far fronte al «clamore» suscitato nell&#8217;opinione pubblica dai tre episodi di metà febbraio. Vi è, dunque, un&#8217;emergenza «clamore». <span id="more-323"></span>Ma che cosa ha prodotto quel clamore? Il fatto che per tre giorni tutti i media hanno riempito trasmissioni televisive e pagine di giornali sui tre episodi citati, dando all&#8217;opinione pubblica l&#8217;impressione di un&#8217;emergenza che invece non c&#8217;è.<br />
È la famosa insicurezza percepita, che è più grave dell&#8217;insicurezza reale, così come il virtuale è più importante del reale, per cui le lacrime della finzione del Grande Fratello pesano più di quelle per la reale tragedia di Eluana. Il mondo dei media, il clamore dei media, sono la ragione della decretazione d&#8217;urgenza. Questo paradosso evidenzia la trappola nella quale è caduta da anni la cultura della sinistra. L&#8217;insicurezza non è un&#8217;emergenza. È la normalità, soprattutto nelle grandi aree metropolitane. Samuel Huntington, il celebre autore de «lo scontro delle civiltà», uno degli scrittori più citati che letti, nella conclusione di questo testo osserva: «A Mosca, Rio de Janeiro, Bangkok, Caracas, Shangai, Roma, Londra, Varsavia, Tokyo, Johannesburg, Dehli, Il Cairo, Bogotà, Washington, la criminalità appare in vertiginoso aumento». L&#8217;ondata migratoria indotta dalla globalizzazione contribuisce a questo aumento. Gli stupri derivanti da millenni di maschilismo sono un aspetto di questo fenomeno.<br />
In tale contesto e mentre pacchetti e superpacchetti trasformano difficoltà che non sono emergenze in crociate anti immigranti, mi ha stupito la posizione del sociologo Marzio Barbagli, che sostiene la neutralità del «ricercatore e basta». Ogni ricercatore, ogni studioso è condizionato dalla propria formazione culturale. Se ne è consapevole, non si vede perché debba rinunciarvi, purché non comprometta lo sforzo di oggettività nel suo lavoro. Nelle democrazie occidentali le diverse formazioni culturali hanno contribuito a una dialettica nella quale la sinistra era per un diritto in evoluzione, che ampliava le garanzie dei cittadini; e la destra per un diritto statico, che garantiva l&#8217;ordine pubblico, «legge e ordine». Oggi in Italia non c&#8217;è dialettica, ma solo «legge e ordine». Così, mentre ci balocchiamo con ronde e intercettazioni, il governo manomette il diritto di sciopero col consenso dei sindacati.<br />
Lo prova anche il decreto sulle ronde, divenute «associazioni di cittadini volonterosi», che peraltro già esistono e non richiedono decretazioni d&#8217;urgenza. Su di esse punta il governo, per ridurre le garanzie dei cittadini in nome dell&#8217;ordine pubblico. Temo che il blocco mentale sia quello di «uomini di sinistra» più lenti delle donne a capire che questa è la posta in gioco: un governo che vuole poteri d&#8217;emergenza, per usarli fuori da ogni controllo. Uno degli strumenti non è lo studio dell&#8217;ovvio rapporto tra immigrazione e crimine, ma la propaganda per equiparare immigrati e delinquenti. È un rischio denunciato dal presidente della Camera: che forse in passato ha avuto qualche blocco mentale, ma che non è diventato «nient&#8217;altro».</p>
 Tagged: "clandestino", pacchetto sicurezza, sicurezza, sinistra <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/323/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=323&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Stato di Polizia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 14:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/02/polizia011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-317" title="polizia011" src="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/02/polizia011.jpg?w=300&#038;h=198" alt="polizia011" width="300" height="198" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">La stampa nazionale non ha più freni: si susseguono le notizie di violenze ad opera di nomadi, rumeni e stranieri in genere, il tutto condito da una spruzzatina di fascismo in fieri. Il pacchetto sicurezza approvato e le norme ancora in discussione prefigurano una sorta di stato di Polizia. Se si aggiungono le mai dismesse leggi &#8220;speciali&#8221; in vigore dai tempi della stupida lotta armata, il quadro legislativo che ne emerge è raccapriciante. Non è un caso che il Presidente della provincia di Milano ( PD) Penati &#8220;esorta &#8221; la sinistra radicale ad approvare le ronde. I medici sono costretti  a disconoscere il giuramento d&#8217;Ippocrate e a denunciare gli irregolari che usano il SSN e la stampa da risalto solo ad una parte del problema. Si arriva ad una legislazione d&#8217;emergenza per tutti dopo anni di legislazione speciale per i soli migranti. Nel pacchetto sicurezza , che ridà nuova linfa ai sindaci sceriffi, oltre che ai Questori e ai Prefetti, si prevede tra l&#8217;altro la &#8220;ridefinizione&#8221; degli spazi dove sono consentite le manifestazioni di protesta e si inibisce, dando poteri a Sindaci, Prefetti e Questori, la presenza di luoghi frequentati da molte persone. In pratica sarà più difficile fare un volantinaggio davanti ad un teatro o ad un centro commerciale. A completare il quadro, è bene ricordarlo, ci sono le misure di nuovo conio, come le ordinanze sindacali contro i lavavetri e contro l&#8217;accattonaggio che prolificano, anche nei comuni a gestione PD, e le vecchie già consacrate leggi come la bossi-fini e la fini-giovanardi sulle droghe che criminalizzano i giovani che si fanno una canna. Se questo non è stato di Polizia cos&#8217;è? Le statistiche ufficiali ci dicono, di contro, che i reati gravi sono diminuiti e che le violenze, in specie sulle donne , avvengono soprattutto in famiglia. In tutto questo il disegno politico che emerge è il tentativo di creare il capro espiatorio per una perversa lettura della crisi economica che ci attraversa. Le ronde sono l&#8217;ultimo capitolo di una narrazione non ancora terminata su chi è responsabile del malessere sociale che stiamo vivendo. Lampedusa brucia e i migranti arrivano come prima, rafforzando le fila del lavoro nero perchè non hanno possibilità di regolarizzazione; nessuno si accorge che sarebbero necessari una sanatoria dei migranti irregolari e una nuova legislazione sui migranti. La lega, nonostante i proclami è riuscita solo a peggiorare la situazione anche sul piano  che essa persegue: gli arrivi sono aumentati, l&#8217;accoglienza non esiste e anche il Sindaco di lampedusa definisce il CIE un lager. In questa situazione il PD non dice nulla e cincischia solo sui propri problemi interni, come al solito oltre alla sinistra solo l&#8217;Europa si fa sentire, lo fa contro la norma sui medici spie, mentre anche Fava ( SD) non sa fare di meglio che proporre provvedimenti che puniscono con l&#8217;espulsione i migranti che lavorano in nero. L&#8217;Unità della Sinistra? A PARTIRE DAI CONTENUTI GRAZIE.</p>
<p style="text-align:justify;">GIANLUCA</p>
 Tagged: "clandestino", biopolitica, carcere, espulsioni, pacchetto sicurezza, politiche sociali, sicurezza, sinistra, zingari <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/314/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=314&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8220;crime deal&#8221; italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 15:56:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Dal sito Osservatorio sulla repressione www.osservatoriorepressione.org
di Salvatore Palidda
All&#8217;inizio di dicembre 2008 il totale dei detenuti in Italia è quasi lo stesso di prima dell&#8217;indulto, cioè circa 59 mila, con una percentuale sempre in crescita degli stranieri soprattutto al nord mentre al sud prevale la criminalizzazione dei locali spesso considerati come affiliati alle mafie anche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=311&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/02/foto-9-salvatore-palidda.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-312" title="foto-9-salvatore-palidda" src="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/02/foto-9-salvatore-palidda.jpg?w=300&#038;h=225" alt="foto-9-salvatore-palidda" width="300" height="225" /></a> Dal sito Osservatorio sulla repressione www.osservatoriorepressione.org</p>
<p>di Salvatore Palidda</p>
<p style="text-align:justify;">All&#8217;inizio di dicembre 2008 il totale dei detenuti in Italia è quasi lo stesso di prima dell&#8217;indulto, cioè circa 59 mila, con una percentuale sempre in crescita degli stranieri soprattutto al nord mentre al sud prevale la criminalizzazione dei locali spesso considerati come affiliati alle mafie anche quando si tratta di semplici piccoli delinquenti, di manifestanti contro le discariche di rifiuti tossici o degli ultrà napoletani dell&#8217;accusa-bufala di assaltatori di treni e stazioni. I forcaioli dicono che l&#8217;indulto è stato una catastrofe perché la maggioranza dei beneficiari è stata re-incarcerata, ma nessuno dice che questo è il risultato prevedibilissimo dell&#8217;assenza quasi totale di assistenza a chi esce dal carcere che però è sempre preda facile per quegli agenti di polizia a caccia dei soliti noti per mostrare quanto sono produttivi.<span id="more-311"></span> I maschi stranieri hanno la chance di finire in carcere cinque volte di più degli italiani, ma in realtà i più perseguitati sono gli algerini (27 volte), i tunisini e i nigeriani (18 volte), i marocchini (11 volte); se poi si fa il confronto fra gli italiani meno repressi (soprattutto i padani) e gli altri si scopre che gli stranieri sono incarcerati 16 volte più dei primi e i «terroni» da 4 a 8 volte. L&#8217;escalation della criminalizzazione degli stranieri è cominciata dopo la Turco-Napolitano ma ha avuto un continuo crescendo col governo Berlusconi del 2001-2005, una forte accelerazione dopo la Bossi-Fini e ora con la gestione Maroni e i sindaci-sceriffi (di destra e di sinistra). Come mostra la serie storica dei dati statistici dal 1990 a oggi, la cosiddetta criminalità di strada come quella grave non è affatto aumentata, anzi i reati gravi sono notevolmente diminuiti nonostante l&#8217;esasperazione dell&#8217;azione repressiva e la collaborazione attiva dei cittadini zelanti. Così in quasi vent&#8217;anni di ascesa della «tolleranza zero» a fronte di una diminuzione dei reati si è avuto un aumento del 127 per cento dei detenuti (400 per cento circa per gli stranieri e circa l&#8217;80 per cento per gli italiani: dopo la Bossi-Fini c&#8217;è stata una diminuzione degli italiani -tranne i «terroni» &#8211; e un forte aumento degli stranieri che ora rischiano di diventare la maggioranza dei detenuti, «obiettivo» già raggiunto al centro-nord). Fra gli aspetti più vigliacchi di questa persecuzione razzista si nota il continuo aumento degli arresti per immigrazione irregolare, per reati tipicamente da poveri (piccoli furti, ricettazione che in realtà è solo possesso di qualche merce di origine non certificata &#8211; dal cd a qualsiasi banale merce delle economie sommerse &#8230; come dire che buona parte di tutti gli italiani potrebbero essere imputati di ricettazione in un paese col 30 per cento di sommerso).Ricordiamo che il ministro dell&#8217;interno del governo Prodi, Giuliano Amato, aveva apertamente dichiarato che avrebbe seguito «l&#8217;esempio della tolleranza zero di Giuliani» e l&#8217;allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, dopo l&#8217;assassinio di una donna da parte di uno squilibrato rumeno/rom aveva invocato l&#8217;espulsione di 200 mila rumeni provocando la protesta della stessa Commissione europea e del Parlamento di Strasburgo. La prima bozza del «pacchetto sicurezza» è stata pensata dai signori del centro-sinistra e il precedente risale al governo D&#8217;Alema (1999) e all&#8217;«apologia dell&#8217;ordine pubblico» invocata da Luciano Violante sin dal 1996 (su Micromega).E&#8217; quindi del tutto logico che se il centro-sinistra ha «fatto dieci», la destra si senta in diritto e in dovere di «fare 100». Non solo perché la campagna elettorale è stata vinta dalla Lega a colpi di incitamenti all&#8217;accanimento razzista contro zingari, immigrati, terroni delinquenti e «barboni che pesano sulle finanze pubbliche». Ma anche perché il modello neoconservatore americano del crime deal (vedi J. Simon, Il governo della paura, Cortina, 2008) entusiasma il popolo delle ronde, i militanti della tolleranza zero anche «di sinistra», i sindaci-sceriffi di quasi tutte le giunte italiane, sondaggisti, giornalisti, assicurazioni, dirigenti di polizie pubbliche e private famelici di rapide carriere, e ancor di più imprenditori e commercianti che vendono sistemi di sicurezza di ogni genere (vedi Un mondo di controlli, «conflitti globali&#8221; 5/2007 e, prossima pubblicazione, Il Crime Deal europeo).Il decreto sicurezza fortemente voluto dal ministro Roberto Maroni e dai vari fascisti e razzisti (e non solo nella maggioranza) provocherà certamente conseguenze ben prevedibili. C&#8217;è infatti da aspettarsi non solo un nuovo forte aumento delle incarcerazioni di stranieri e anche di marginali italiani, ma anche una stretta autoritaria generalizzata (si pensi alla possibile applicazione discrezionale/arbitraria del divieto di manifestazione) e soprattutto un&#8217;ondata di violenze se non di veri e propri progrom. L&#8217;istituzionalizzare delle ronde o la legittimazione dell&#8217;agire libero dei militanti della tolleranza zero non troverà forse assai facilmente abbastanza coperture fra i dirigenti e gli agenti delle polizie sensibili alla causa autoritaria razzista? E&#8217; questo il pericolo più grave da prevedere. E è rispetto a questo che sarebbe necessaria una forte mobilitazione antifascista e antirazzista a cominciare da gruppi militanti che in ogni città siano particolarmente vigilanti, in grado di dare protezione alle potenziali vittime, in grado di fare seria controinformazione ma anche azioni di contrasto efficace.E&#8217; infine probabile che l&#8217;ulteriore squilibrio fra prevenzione sociale, prevenzione di polizia, repressione, penalità e reintegrazione sociale a favore della sola risposta repressivo-penale, accresca ancora di più la marginalizzazione estrema e le morti di esclusi per strada come nei luoghi di internamento (immigrati nei Cpt, carcerati, tossicodipendenti rigettati nelle strade da Sert che non funzionano perché il personale è stato totalmente precarizzato e sopravvive lavorando per le comunità private che «curano» solo chi ha i soldi). Da parte loro, le polizie locali, distratte dai loro compiti istituzionali e dirottate sempre più nella persecuzione dei nemici di turno, controlleranno sempre meno le costruzioni abusive, la tutela dell&#8217;ambiente e lo smaltimento dei rifiuti, le aree delle economie sommerse, a tutto beneficio delle ecomafie del nord e del sud e del rischio di aumento di infortuni sul lavoro e malattie professionali direttamente o indirettamente connessi con l&#8217;inquinamento e la produzione e commercializzazione di merci nocive. Allora, non è ormai sin troppo evidente che la resistenza antifascista e antirazzista non è solo una questione di difesa dei diritti fondamentali degli immigrati ma una questione di sopravvivenza di tutti (quelli che non hanno potere)?<br />
Salvatore Palidda</p>
 Tagged: biopolitica, carcere, legislazione, MIGRANTI, rifondazione comunista, sicurezza <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/311/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=311&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La confessione di Stato non c&#8217;è più, ma a scuola c&#8217;è solo l&#8217;ora cattolica</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 10:35:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
da Liberazione 08/02/2009
Matematico, logico, saggista, Piergiorgio Odifreddi è anche presidente onorario dell&#8217;Uaar, l&#8217;Unione degli atei agnostici e razionalisti dal 2003.
Nell&#8217;84 c&#8217;è stata, come noto, la modifica del concordato. Cosa rimane tuttavia dei Patti lateranensi del &#8216;29?
Ricordiamo che i Patti lateranensi sono recepiti dalla Costituzione nell&#8217;articolo 7. Tra parentesi l&#8217;assurdo è che attraverso questo articolo la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=296&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/02/odifreddi_1301.jpg"><img class="size-full wp-image-297 alignleft" title="odifreddi_1301" src="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/02/odifreddi_1301.jpg?w=200&#038;h=200" alt="odifreddi_1301" width="200" height="200" /></a></p>
<p>da Liberazione 08/02/2009</p>
<p>Matematico, logico, saggista, Piergiorgio Odifreddi è anche presidente onorario dell&#8217;Uaar, l&#8217;Unione degli atei agnostici e razionalisti dal 2003.</p>
<p><em><span style="text-decoration:underline;">Nell&#8217;84 c&#8217;è stata, come noto, la modifica del concordato. Cosa rimane tuttavia dei Patti lateranensi del &#8216;29?</span></em><br />
Ricordiamo che i Patti lateranensi sono recepiti dalla Costituzione nell&#8217;articolo 7. Tra parentesi l&#8217;assurdo è che attraverso questo articolo la Costituzione repubblicana recepisca indirettamente anche un riferimento allo Statuto Albertino della monarchia sabauda che fu, per l&#8217;appunto, incorporato nei Patti lateranensi. E&#8217; un controsenso anche se è, tutto sommato, un aspetto secondario. <strong>Un problema più grave è che l&#8217;articolo 7, come sappiamo, non è rivedibile attraverso referendum o proposte di leggi popolari</strong>. <strong>Essendo i patti lateranensi un trattato con uno Stato estero si possono rivedere soltanto in maniera bilaterale</strong>. La Repubblica italiana non può impugnare il concordato unilateralmente &#8211; a meno che non ce ne sia la volontà e allora, a quel punto, tutto sarebbe possibile. <strong>Lo Stato si è legato le mani.</strong> Alla popolazione è impedito di esprimersi. E poi ci sono altri <strong>aspetti altrettanto gravi, come la faccenda degli aiuti economici dello Stato alla Chiesa o l&#8217;obbligo, di fatto, dell&#8217;insegnamento di religione nella scuola. </strong>L&#8217;ora di religione ce la porteremo dietro chissà per quanto tempo. Altro che libera Chiesa in libero Stato. Qui c&#8217;è solo la libertà della Chiesa.</p>
<p><em><span style="text-decoration:underline;">La revisione del Concordato nell&#8217;84 abolisce, sulla carta, la religione di Stato e l&#8217;ora di catechismo nella scuola. Di fatto, però, la religione cattolica è stata mantenuta come materia d&#8217;insegnamento per il suo valore nella nostra cultura nazionale. Non è cambiato nulla?</span></em><br />
Vero. Le ripercussione della revisione concordataria dell&#8217;84 sulla scuola sono gravissime. Innanzitutto, <strong>ci sono storture evidenti come quella degli insegnanti di religione cattolica scelti dalla Curia ma pagati dallo Stato.</strong><span id="more-296"></span> All&#8217;epoca del ministro Moratti &#8211; ma a dire il vero anche nell&#8217;ultimo governo Prodi &#8211; sono stati recepiti in ruolo con costi molto alti per le casse dello Stato. Credo, se non ricordo male, che la <strong>cifra sostenuta dallo Stato per gli insegnanti di religione si aggiri intorno ai settecento milioni di euro</strong>. Potrei capire, pur non condividendo, se ci fosse un&#8217;ora di religione obbligatoria a carico del Vaticano. L&#8217;assurdo, invece, è che lo Stato non solo si impegna a garantire questa propaganda religiosa, ma la paga anche.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><em>L&#8217;artificio è che l&#8217;ora di religione non è catechismo ma materia di rilevanza culturale per tutti, non solo per i credenti, e quindi è lo Stato che deve pagarla&#8230;<br />
</em></span> Ma allora <strong>che sia lo Stato a scegliersi gli insegnanti e a stabilire i programmi</strong>. Se il criterio è l&#8217;interesse culturale quell&#8217;ora dovrebbe essere dedicata non alla sola religione cattolica, ma alla storia di tutte le religioni. E&#8217; una presa in giro.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><em>Un altro effetto della modifica del concordato è l&#8217;otto per mille, un meccanismo di finanziamento della Chiesa molto contestato. Cos&#8217;è che non funziona?</em></span><br />
Anche l&#8217;otto per mille è una presa in giro soprattutto se paragonato col misero cinque per mille destinato alla ricerca scientifica. Il governo mette un tetto e tutto quello che i cittadini versano nel cinque per mille che superi quel tetto viene incamerato dallo Stato. Molti pensano di finanziare la ricerca e invece, oltre un certo limite, i loro soldi vengono stornati. Nell&#8217;otto per mille, al contrario, non c&#8217;è alcun tetto &#8211; qui sì, avrebbe un senso mettere un limite. L&#8217;otto per mille, in fondo, è la sostituzione della vecchia congrua (cioè l&#8217;assegno un tempo versato dallo Stato ai parroci a titolo di stipendio fino al momento dell&#8217;entrata in vigore delle modifiche al concordato, ndr ) e serve, nella sostanza, a finanziare il clero. Ma solo il quaranta per cento dell&#8217;otto per mille incassato dallo Stato ogni anno, cioè quattrocento milioni di euro &#8211; stando alla dichiarazione della Cei &#8211; viene devoluto per il sostentamento del clero. L&#8217;altro venti per cento è devoluto per atti di carità. Il rimanente quaranta per cento è a disposizione della Cei. Se per finanziare il clero servono 400 milioni di euro il resto che eccede tale cifra dovrebbe essere incamerato dallo Stato. Qui ci vorrebbe un tetto, non per la ricerca scientifica. E&#8217; assurdo.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><em>Sulla carta non esiste più una religione di stato. Però di fatto la libertà religiosa non è garantita allo stesso modo per tutte le confessioni esistenti in Italia. La religione cattolica continua a mantenere una posizione di privilegio rispetto alle altre. O no?</em></span><br />
La libertà religiosa non vale nella stessa misura per tutti. <strong>I buddisti non hanno lo stesso trattamento di altre confessioni e non possono accedere alla quota dell&#8217;otto per mille come invece avviene, ad esempio, per i valdesi che non sono cattolici, ma sono pur sempre cristiani.</strong> Di recente ho firmato un appello promosso dai buddisti italiani che rivendica parità di trattamento per tutte le confessioni presenti nel nostro paese. Ma c&#8217;è anche un altro meccanismo perverso nell&#8217;otto per mille. S<strong>oltanto il 35 per cento degli italiana decide a chi destinare l&#8217;otto per mille, ma lo Stato lo prende comunque da tutti i contribuenti, anche da tutti gli altri che non decidono la destinazione, e lo distribuisce in base alle preferenze espresse dal solo 35 per cento. Insomma, va a finire alla Chiesa cattolica.</strong></p>
<p><em><span style="text-decoration:underline;">Oltre alla disparità di trattamento economico c&#8217;è anche un problema di visibilità culturale. Perché non insegnare anche la storia di altre religioni ugualmente importanti nelle nostre società multiculturali?</span></em><br />
Perché si cerca di preservare con ogni mezzo il primato della Chiesa cattolica. Quando ci fu la sentenza di un tribunale che imponeva di togliere il crocifisso nei luoghi pubblici, persino il Presidente della Repubblica commentò che era folle da parte dei giudici deliberare su simili questioni. Ma com&#8217;è possibile che un Presidente della Repubblica inviti a non rispettare certe sentenze? <strong>Il concordato contiene molti aspetti lesivi nei confronti dei diritti non solo dei credenti di altre religioni, ma anche dei non credenti in generale.</strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><em>La libertà religiosa non riguarda solo la libertà di chi crede di esercitare il proprio culto. Riguarda anche la libertà di chi non crede di organizzare ed esprimere il proprio ateismo. Sennò finiamo per parlare solo di come le religioni devono spartirsi lo spazio pubblico della politica. Per gli atei, però, è difficile manifestare il proprio pensiero, come dimostra la vicenda della pubblicità atea sui pulmann di Genova. Vero?</em></span><br />
Certo, bisogna tutelare chi non crede. Tra l&#8217;altro, <strong>l&#8217;ateismo è molto più diffuso di quello che si pensi,</strong> sull&#8217;ordine del quindici per cento. invece lo si fa apparire come un gruppuscolo di scalmanati. Non è una grande percentuale, però è pur sempre il quindici per cento della popolazione italiana. Il caso di Genova è eclatante. E&#8217; stato fatto tanto rumore per due soli bus e per una pubblicità assolutamente non offensiva per nessuno. Gli altri paesi l&#8217;hanno accettata. Ma se la religione cattolica si fa pubblicità ovunque! Per non parlare dell&#8217;attenzione spropositata dei media che riceve. Non c&#8217;è giorno che i telegiornali non riportino le opinioni del Papa e dei vari cardinali Bagnasco. <strong>Bisogna ricordare che le posizioni della Chiesa sono opinioni e non verità indiscutibili. Ne abbiamo un esempio tragico in questi giorni con l&#8217;intromissione del Vaticano nella vicenda privata di Eluana Englaro. </strong>La libertà consiste proprio in questo: se non c&#8217;è unanimità di opinioni su questioni tanto drammatiche, ognuno deve agire in linea con la propria coscienza. Ma la Chiesa non accetta la libertà e pretende di imporre le sue opinioni anche agli altri, anche a chi non appartiene alla comunità dei cattolici. Si presentano come una maggioranza silenziosa &#8211; che non è poi tanto silenziosa &#8211; ma maggioranza non lo sono affatto. <strong>Solo il trenta per cento degli italiani frequenta regolarmente la chiesa</strong>. <strong>E se anche fosse, la libertà non è un diritto esclusivo della maggioranza.</strong></p>
 Tagged: chiesa, laicità, religione, sinistra <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/296/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=296&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Presidio per Eluana: Polizia e Carabinieri identificano i manifestanti</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 20:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio di oggi, alcuni manifestanti , circa 15 persone fra cui il sottoscritto, si sono ritrovate sotto la prefettura di Lecce per esprimere il proprio dissenso sulla vicenda di Eluana Englaro. Dopo circa mezz&#8217;ora è arrivata una pattuglia di Polizia e immediatamente dopo una pattuglia dei Carabinieri. Hanno richiesto i documenti a tutti i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=294&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Nel pomeriggio di oggi, alcuni manifestanti , circa 15 persone fra cui il sottoscritto, si sono ritrovate sotto la prefettura di Lecce per esprimere il proprio dissenso sulla vicenda di Eluana Englaro. Dopo circa mezz&#8217;ora è arrivata una pattuglia di Polizia e immediatamente dopo una pattuglia dei Carabinieri. Hanno richiesto i documenti a tutti i presenti, alcuni dei quali avevano poggiato dei manifesti artigianali autoprodotti su un muro adiacente il portone della Prefettura. La manifestazione, del tutto spontanea e senza preavviso, ha visto presenti alcune persone del PRC, dei Comunisti Italiani, di associazioni di Donne e dell&#8217;ARCI. Il comportamento delle forze dell&#8217;ordine è stato morbido , tuttavia la necessità di identificazione collettiva indica lo stato di interesse e il tentativo di repressione di tutte le voci di dissenso.</p>
 Tagged: biopolitica, legislazione, pacchetto sicurezza, rifondazione comunista, sinistra <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/294/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/294/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/294/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/294/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/294/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=294&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Manni/Nigno (PRC): La Provincia discute ancora sui finanziamenti a don Cesare</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 08:50:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[MIGRANTI]]></category>
		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[da www.ilpaesenuovo.it


Salento &#8211; L’Amministrazione provinciale di Lecce ancora una volta sceglie la via della partecipazione alle opere benefiche di don Cesare Lodeserto, noto a livello nazionale per le sue vicissitudini giudiziarie (da molte delle quali, per la verità, alla maniera di Berlusconi va uscendo indenne).
(Piero Manni, Consigliere Regionale PRC &#8211; Gianluca NIGRO, Dipartimento Immigrazione PRC [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=291&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
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</a>
</p>
<p align="justify">Salento &#8211; L’Amministrazione provinciale di Lecce ancora una volta sceglie la via della partecipazione alle opere benefiche di <strong>don Cesare Lodeserto</strong>, noto a livello nazionale per le sue vicissitudini giudiziarie (da molte delle quali, per la verità, alla maniera di Berlusconi va uscendo indenne).</p>
<p align="justify">(<strong>Piero Manni</strong>, Consigliere Regionale PRC &#8211; <strong>Gianluca NIGRO</strong>, Dipartimento Immigrazione PRC nazionale) &#8211; I 35.000 euro di questa seconda elargizione vengono fuori dalle risorse dell’Assessorato Politiche giovanili, della pace e dell’immigrazione, affidato a <strong>Luigi Calò, di Rifondazione Comunista</strong>: quello stesso Luigi Calò, se non ricordiamo male, combattivo e in prima fila nella contestazione del <strong>lager Regina Pacis</strong> gestito (secondo le imputazioni, con metodi nazisti, ed inoltre con una trasparenza amministrativa non universalmente riconosciuta) proprio dal beneficiario dei finanziamenti della Provincia, don Cesare Lodeserto.</p>
<p align="justify">Immaginiamo che anche <strong>il consigliere provinciale di Rifondazione, Donato Margarito</strong>, sia a conoscenza dell’operato dell’assessore: non sembra opportuno, ad ambedue, chiarire agli elettori di Rifondazione i propri comportamenti politici? O, ancor più correttamente, dimettersi senza rinvii ed infingimenti dal PRC dal quale hanno già preso le distanze aderendo ad un’altra formazione politica, sgomberando il campo da forme di inquinamento del buon nome dello stesso PRC, il quale da anni persegue, sul piano dei diritti dei migranti, una politica incompatibile con finanziamenti di tale tenore a soggetti privati?</p>
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		<title>L&#8217;emergenza non c&#8217;è. Il Governo vuole un carcere a cielo aperto.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 12:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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		<category><![CDATA[diritti negati]]></category>
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		<description><![CDATA[intervista di Stefano Galieni
Giafranco Schiavone, del direttivo Asgi (Associazione studi giuridici sull&#8217;immigrazione) è fra i redattori di un documento, realizzato da una serie di associazioni riunite nel &#8220;Tavolo Asilo&#8221; pubblicato ieri, e con cui si esprime sconcerto e preoccupazione per quanto sta accadendo a Lampedusa.
Raggiunto dalle ultime notizie esprime sconcerto e non risparmia pesanti critiche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=277&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>intervista di Stefano Galieni</p>
<p><strong>Giafranco Schiavone, del direttivo Asgi (Associazione studi giuridici sull&#8217;immigrazione) è fra i redattori di un documento, realizzato da una serie di associazioni riunite nel &#8220;Tavolo Asilo&#8221; pubblicato ieri, e con cui si esprime sconcerto e preoccupazione per quanto sta accadendo a Lampedusa.<br />
Raggiunto dalle ultime notizie esprime sconcerto e non risparmia pesanti critiche alle scelte del governo italiano.</strong><br />
«L&#8217;emergenza è stata costruita, non siamo in un periodo in cui arrivano a Lampedusa tanti migranti e richiedenti asilo, anzi. Solo che, impedendo al centro tuttora in funzione, di funzionare come base di transito si congestiona il meccanismo. Dalla fine del 2005 fino ad oggi, chi arrivava restava nell&#8217;isola per 48 ore al massimo. Per cui il sovraffollamento c&#8217;era a volte, ma durava il tempo necessario al trasferimento. Mancava una precisa definizione giuridica del posto ma in Europa c&#8217;era chi considerava il centro una soluzione decente. Le identificazioni non venivano effettuate a Lampedusa e ogni procedura per definire lo status di ogni persona che sbarcava veniva svolta poi in strutture più adeguate della penisola»<span id="more-277"></span>.</p>
<p>Quindi vedi una forte responsabilità del governo?<br />
Si credo che il governo dovrà risponderne anche in sede internazionale. Si tenga conto anche dei problemi logistici, i 1800 trattenuti per così tanto tempo, hanno ricevuto scarsa assistenza, anche sanitaria. Ne hanno pagato le conseguenze i soggetti più vulnerabili, i minori, le donne, le persone malate o che più avevano sofferto durante il viaggio. È assurdo pensare di poter effettuare tutte le procedure a Lampedusa.</p>
<p>Perché?<br />
Ci sono problemi di due ordini. Il primo è di carattere materiale, l&#8217;isola anche con l&#8217;apertura del nuovo centro per le espulsioni, diventerebbe un mega carcere a cielo aperto. Un luogo in cui finirebbero migliaia di persone. Ma poi ci sono anche considerazioni legate al diritto. A Lampedusa non c&#8217;è alcun ufficio distaccato del tribunale, non ci sono sedi per garantire una seria e continuativa difesa legale. Chi richiede asilo avrà scarso accesso alle informazioni necessarie e, in caso di ricorso avverso al diniego si deve rivolgere al Tribunale di Palermo, 15 giorni di tempo per il ricorso e, se ci riesce una inutile attesa. I due aspetti finiranno con il creare una sorta di zona extraterritoriale, in cui diventa impossibile far rispettare effettivamente le norme internazionali.</p>
<p>Per quali motivi a tuo avviso si sono fatte scelte così sconsiderate?<br />
Mah, una delle ragioni l&#8217;ha direttamente esposta Maroni. Il governo vuole costringere la Tunisia &#8211; da cui provengono molti migranti &#8211; a ratificare un accordo che permetta rimpatri collettivi (vietati dalle convenzioni internazionali) impedendo che chi sbarca si possa disperdere sul territorio nazionale. Ma anche questo è impossibile, a Lampedusa non ci sono neanche autorità consolari tunisine. E poi il diritto di difesa è garantito sulla carta, ma non praticabile, privo di effettività. Io sospetto però che ci siano altre ragioni e sospettare è più che legittimo. Da una parte la prospettiva di poter espellere verso &#8220;paesi terzi sicuri&#8221; o verso i paesi di transito, dietro lauto compenso, come è accaduto nel precedente governo Berlusconi, dall&#8217;altra la volontà di far esplodere la questione dell&#8217;asilo.</p>
<p>In che senso?<br />
Con questi provvedimenti aumenterà il numero delle persone che, per evitare il rimpatrio, chiederà asilo. L&#8217;aumento delle richieste verrà strumentalizzato per restringere le procedure di accoglimento delle domande.</p>
<p>Cosa pensi della decisione di aprire il Cie presso la ex base nato &#8220;Loran&#8221;?<br />
Quel centro non va aperto Non ci sono le condizioni ordinarie per tenere una struttura del genere nel mezzo del Mediterraneo. Se il centro apre si viene a creare una situazione unica nel contesto europeo. Non c&#8217;è spazio per operatori e avvocati. E poi c&#8217;è un fatto materiale, oggi gli arrivi sono scarsi ma cosa succederà quando arriverà la bella stagione? La risposta del governo alle proteste degli abitanti dell&#8217;isola è assurda. &#8220;Tanto vedrete che non arriveranno più&#8221;. Lì si gioca una partita di cui non conosciamo le carte sulla pelle delle persone presenti.</p>
<p>Sappiamo che c&#8217;è poi il problema dei minori, spesso non accompagnati?<br />
Già i controlli non avvengono in maniera adeguata. C&#8217;è sovraffollamento e tensione e i controlli sono superficiali. Capita che minori non vengano riconosciuti come tali e considerati adulti. La norma prevede esami e, in caso di dubbio, si è giudicati minori. A Lampedusa si fa un solo esame, la radiografia del polso, manca un range di errore, manca una attenta valutazione dei singoli casi.</p>
<p>Cosa pensi sia necessario fare subito?<br />
Intanto un monitoraggio internazionale. L&#8217;Italia è sotto osservazione da anni. La degenerazione del dibattito nel Paese, non consente di agire efficacemente senza inquadrare la situazione in un contesto europeo. Parlamento europeo e commissione debbono intervenire. Chi si occupa di queste cose in Italia non ha neanche accesso alla documentazione, non sappiamo neanche se vengano effettivamente notificati alle persone i decreti di espulsione. Come &#8220;Tavolo&#8221; abbiamo comunque chiesto un incontro urgente con il ministro dell&#8217;interno.</p>
<p>Intanto migranti e autoctoni manifestano insieme contro le scelte del governo<br />
Il tentativo di trasformare l&#8217;isola in una immensa struttura detentiva ha creato una sola opposizione. Del resto dal governo arrivano solo risposte e promesse assurde.</p>
 Tagged: diritti negati, espulsioni, frontiere, MIGRANTI, richiedenti asilo, sinistra <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/277/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=277&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Accordo annunciato, ma non meno grave. Ora la parola passi ai lavoratori</title>
		<link>http://gianlucapasa.wordpress.com/2009/01/27/270/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 07:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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di Roberta Fantozzi (segreteria nazionale PRC)
L&#8217;accordo separato firmato da governo, Confindustria, Cisl, Uil, Ugl, non è un evento inaspettato preceduto come è stato dalla lunga serie di accordi separati di categoria. Tanto meno lo è dopo l&#8217;offensiva lanciata nei giorni scorsi da Confindustria, Cisl e Uil, e le dichiarazioni di Walter Veltroni. Ma è fortissimo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=270&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/01/fantozzi1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-269" title="fantozzi1" src="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/01/fantozzi1.jpg?w=220&#038;h=165" alt="fantozzi1" width="220" height="165" /></a></p>
<p><strong>di Roberta Fantozzi (segreteria nazionale PRC)</strong></p>
<p>L&#8217;accordo separato firmato da governo, Confindustria, Cisl, Uil, Ugl, non è un evento inaspettato preceduto come è stato dalla lunga serie di accordi separati di categoria. Tanto meno lo è dopo l&#8217;offensiva lanciata nei giorni scorsi da Confindustria, Cisl e Uil, e le dichiarazioni di Walter Veltroni. Ma è fortissimo il senso dello strappo, per l&#8217;accelerazione che si è prodotta, come per la gravità estrema di quanto è accaduto.<br />
Berlusconi cerca di realizzare nuovamente l&#8217;obiettivo che segnò il suo governo nel 2002, quando con il Patto per l&#8217;Italia puntò ad isolare e marginalizzare la Cgil. Lo vuol fare, oggi come ieri, per realizzare un disegno &#8220;costituente&#8221; che mira a determinare in senso fortemente regressivo non solo la condizione materiale del mondo del lavoro, ma natura e ruolo dei soggetti sociali e dunque lo statuto della democrazia nel nostro paese. Un disegno persino esibito dalla coincidenza temporale della firma dell&#8217;accordo e del primo via libera dato dal parlamento al federalismo. Entrambe scelte &#8220;costituenti&#8221; che puntano a dividere e frammentare, mettere in contrapposizione i territori come i lavoratori, distruggere i residui elementi universalistici e solidaristici del nostro modello sociale. Entrambe scelte che hanno registrato l&#8217;assenza grave dell&#8217;opposizione parlamentare.<span id="more-270"></span></p>
<p>L&#8217;accordo firmato riprende, solo sintetizzandolo, il documento di Confindustria che aveva già visto convergere Cisl e Uil. Il contratto nazionale di lavoro viene svuotato di ogni ruolo: non serve a redistribuire la produttività, non serve nemmeno a difendere salari e stipendi dall&#8217;inflazione reale. E&#8217; viceversa lo strumento della generalizzata e ulteriore riduzione dei salari, legati ad un&#8217;indice dell&#8217;inflazione &#8220;depurato&#8221; dall&#8217;aumento dei costi dell&#8217;energia importata. La contrattazione aziendale, che riguarda meno del venti per cento delle imprese, consente aumenti salariali solo in relazione alla &#8220;produttività&#8221; e &#8220;redditività&#8221; delle imprese, all&#8217;aumento dello sfruttamento e della fatica del lavoro, ad ulteriori sgravi fiscali e contributivi per le imprese, che si esige diventino &#8220;strutturali, certi, facilmente accessibili&#8221;. Il contratto nazionale potrà essere derogato solo in peggio, mentre nulle sono le garanzie per la stragrande maggioranza dei lavoratori che non accedono alla contrattazione di secondo livello. Si rimanda ad altra sede la definizione delle &#8220;modalità per garantire la tregua sindacale&#8221;, ma la sostanza resta quella di sanzionare e limitare pesantemente il diritto di sciopero. Viene reiterata la previsione di &#8220;ulteriori forme di bilateralità per il funzionamento dei servizi integrativi di Welfare&#8221;, nodo centrale anche del Libro Verde del ministro Sacconi.<br />
Il sindacato non è più, secondo l&#8217;accordo, il rappresentante autonomo degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, organizzazione di conflitto e contrattazione. E&#8217; insieme alle imprese il gestore di servizi, di uno stato sociale che vede ritrarsi ruolo e garanzie pubbliche e viene consegnato a logiche privatistiche, a quegli enti bilaterali in cui si sostanzia il ridisegno neocorporativo dell&#8217;insieme delle relazioni sociali. Non è un caso che il governo abbia varato in agosto un taglio micidiale delle risorse per sanità, enti locali, istruzione, lavoro pubblico.<br />
L&#8217;accordo separato è destinato ad aggravare la situazione economica e sociale complessiva, perché impoverisce ancora di più i lavoratori, in una crisi che è determinata esattamente dall&#8217;acuirsi delle disuguaglianze, da quel &#8220;mondo di bassi salari&#8221; prodotto da un trentennio di politiche neoliberiste.<br />
La partita non è tuttavia chiusa. Non lo è come non lo fu nel 2002, sebbene sia evidente il quadro peggiore di oggi rispetto a ieri, per la sconfitta della sinistra, per la collocazione del Pd. Non lo è in virtù della tenuta decisiva che la Cgil ha avuto. Non lo è in virtù della disponibilità alla lotta che le lavoratrici e i lavoratori hanno dimostrato, aderendo il 12 dicembre allo sciopero generale della Cgil e dei sindacati di base. Diventa decisiva l&#8217;attivazione di una risposta forte nei luoghi di lavoro e nei territori. Una risposta adeguata alla gravità di quanto avvenuto, alla volontà di riscrivere le relazioni sindacali e i rapporti sociali contro la più grande organizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori, impoverire e dividere ulteriormente il mondo del lavoro, distruggere ruolo e autonomia del sindacato. Crediamo sia necessaria la costruzione di un nuovo sciopero generale. Crediamo sia obbligatorio il pronunciamento delle lavoratrici e dei lavoratori sull&#8217;accordo. Per parte nostra ci saremo. E&#8217; in gioco il futuro dei diritti del lavoro e della democrazia.</p>
<p><a href="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/01/23-01-2009-volantino_contro_accordo_separato.pdf">23-01-2009-volantino_contro_accordo_separato</a></p>
 Tagged: lavoro, rifondazione comunista, sindacato <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/270/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=270&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Video convegno sulle politiche sociali del PRC</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 10:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Link interventi video convegno sulle politiche sociali  del PRC
 http://home.rifondazione.it/xisttest/dip_15/audio-e-video/
 Tagged: diritti negati, politiche sociali, rifondazione comunista, sinistra      <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=265&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Link interventi video convegno sulle politiche sociali  del PRC<br />
<a href="http://home.rifondazione.it/xisttest/dip_15/audio-e-video/"> http://home.rifondazione.it/xisttest/dip_15/audio-e-video/</a></p>
 Tagged: diritti negati, politiche sociali, rifondazione comunista, sinistra <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/265/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=265&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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