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	<title>BLOG personale di Gianluca Nigro &#187; legislazione</title>
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		<title>BLOG personale di Gianluca Nigro &#187; legislazione</title>
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		<title>Camere Penali su sicurezza: Norme dannose e incostituzionali</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 16:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[da www.adnkronos.com

Roma, 22 apr. (Adnkronos) &#8211; Le norme contenute nel decreto sicurezza &#8216;&#8217;sono per la maggior parte inutili, dannose ed a rischio di incostituzionalita&#8221;&#8217;, E&#8217; quanto afferma il segretario nazionale dell&#8217;Unione delle Camere Penali (Ucpi) Lodovica Giorgi che, commentando il via libera definitivo del provvedimento evidenzia come &#8221;il patto fra maggioranza e opposizione che ha [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=409&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>da <a href="http://www.adnkronos.com">www.adnkronos.com<br />
</a></p>
<p>Roma, 22 apr. (Adnkronos) &#8211; Le norme contenute nel decreto sicurezza &#8216;&#8217;sono per la maggior parte inutili, dannose ed a rischio di incostituzionalita&#8221;&#8217;, E&#8217; quanto afferma il segretario nazionale dell&#8217;Unione delle Camere Penali (Ucpi) Lodovica Giorgi che, commentando il via libera definitivo del provvedimento evidenzia come &#8221;il patto fra maggioranza e opposizione che ha condotto alla conversione in legge del decreto sicurezza sacrifica sull&#8217;altare della propaganda i piu&#8217; fondamentali diritti della persona e lo stesso sistema di valori costituzionali che regola il nostro ordinamento&#8221;.</p>
 Tagged: biopolitica, legislazione, pacchetto sicurezza, sicurezza <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/409/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=409&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8220;crime deal&#8221; italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 15:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Dal sito Osservatorio sulla repressione www.osservatoriorepressione.org
di Salvatore Palidda
All&#8217;inizio di dicembre 2008 il totale dei detenuti in Italia è quasi lo stesso di prima dell&#8217;indulto, cioè circa 59 mila, con una percentuale sempre in crescita degli stranieri soprattutto al nord mentre al sud prevale la criminalizzazione dei locali spesso considerati come affiliati alle mafie anche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=311&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/02/foto-9-salvatore-palidda.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-312" title="foto-9-salvatore-palidda" src="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/02/foto-9-salvatore-palidda.jpg?w=300&#038;h=225" alt="foto-9-salvatore-palidda" width="300" height="225" /></a> Dal sito Osservatorio sulla repressione www.osservatoriorepressione.org</p>
<p>di Salvatore Palidda</p>
<p style="text-align:justify;">All&#8217;inizio di dicembre 2008 il totale dei detenuti in Italia è quasi lo stesso di prima dell&#8217;indulto, cioè circa 59 mila, con una percentuale sempre in crescita degli stranieri soprattutto al nord mentre al sud prevale la criminalizzazione dei locali spesso considerati come affiliati alle mafie anche quando si tratta di semplici piccoli delinquenti, di manifestanti contro le discariche di rifiuti tossici o degli ultrà napoletani dell&#8217;accusa-bufala di assaltatori di treni e stazioni. I forcaioli dicono che l&#8217;indulto è stato una catastrofe perché la maggioranza dei beneficiari è stata re-incarcerata, ma nessuno dice che questo è il risultato prevedibilissimo dell&#8217;assenza quasi totale di assistenza a chi esce dal carcere che però è sempre preda facile per quegli agenti di polizia a caccia dei soliti noti per mostrare quanto sono produttivi.<span id="more-311"></span> I maschi stranieri hanno la chance di finire in carcere cinque volte di più degli italiani, ma in realtà i più perseguitati sono gli algerini (27 volte), i tunisini e i nigeriani (18 volte), i marocchini (11 volte); se poi si fa il confronto fra gli italiani meno repressi (soprattutto i padani) e gli altri si scopre che gli stranieri sono incarcerati 16 volte più dei primi e i «terroni» da 4 a 8 volte. L&#8217;escalation della criminalizzazione degli stranieri è cominciata dopo la Turco-Napolitano ma ha avuto un continuo crescendo col governo Berlusconi del 2001-2005, una forte accelerazione dopo la Bossi-Fini e ora con la gestione Maroni e i sindaci-sceriffi (di destra e di sinistra). Come mostra la serie storica dei dati statistici dal 1990 a oggi, la cosiddetta criminalità di strada come quella grave non è affatto aumentata, anzi i reati gravi sono notevolmente diminuiti nonostante l&#8217;esasperazione dell&#8217;azione repressiva e la collaborazione attiva dei cittadini zelanti. Così in quasi vent&#8217;anni di ascesa della «tolleranza zero» a fronte di una diminuzione dei reati si è avuto un aumento del 127 per cento dei detenuti (400 per cento circa per gli stranieri e circa l&#8217;80 per cento per gli italiani: dopo la Bossi-Fini c&#8217;è stata una diminuzione degli italiani -tranne i «terroni» &#8211; e un forte aumento degli stranieri che ora rischiano di diventare la maggioranza dei detenuti, «obiettivo» già raggiunto al centro-nord). Fra gli aspetti più vigliacchi di questa persecuzione razzista si nota il continuo aumento degli arresti per immigrazione irregolare, per reati tipicamente da poveri (piccoli furti, ricettazione che in realtà è solo possesso di qualche merce di origine non certificata &#8211; dal cd a qualsiasi banale merce delle economie sommerse &#8230; come dire che buona parte di tutti gli italiani potrebbero essere imputati di ricettazione in un paese col 30 per cento di sommerso).Ricordiamo che il ministro dell&#8217;interno del governo Prodi, Giuliano Amato, aveva apertamente dichiarato che avrebbe seguito «l&#8217;esempio della tolleranza zero di Giuliani» e l&#8217;allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, dopo l&#8217;assassinio di una donna da parte di uno squilibrato rumeno/rom aveva invocato l&#8217;espulsione di 200 mila rumeni provocando la protesta della stessa Commissione europea e del Parlamento di Strasburgo. La prima bozza del «pacchetto sicurezza» è stata pensata dai signori del centro-sinistra e il precedente risale al governo D&#8217;Alema (1999) e all&#8217;«apologia dell&#8217;ordine pubblico» invocata da Luciano Violante sin dal 1996 (su Micromega).E&#8217; quindi del tutto logico che se il centro-sinistra ha «fatto dieci», la destra si senta in diritto e in dovere di «fare 100». Non solo perché la campagna elettorale è stata vinta dalla Lega a colpi di incitamenti all&#8217;accanimento razzista contro zingari, immigrati, terroni delinquenti e «barboni che pesano sulle finanze pubbliche». Ma anche perché il modello neoconservatore americano del crime deal (vedi J. Simon, Il governo della paura, Cortina, 2008) entusiasma il popolo delle ronde, i militanti della tolleranza zero anche «di sinistra», i sindaci-sceriffi di quasi tutte le giunte italiane, sondaggisti, giornalisti, assicurazioni, dirigenti di polizie pubbliche e private famelici di rapide carriere, e ancor di più imprenditori e commercianti che vendono sistemi di sicurezza di ogni genere (vedi Un mondo di controlli, «conflitti globali&#8221; 5/2007 e, prossima pubblicazione, Il Crime Deal europeo).Il decreto sicurezza fortemente voluto dal ministro Roberto Maroni e dai vari fascisti e razzisti (e non solo nella maggioranza) provocherà certamente conseguenze ben prevedibili. C&#8217;è infatti da aspettarsi non solo un nuovo forte aumento delle incarcerazioni di stranieri e anche di marginali italiani, ma anche una stretta autoritaria generalizzata (si pensi alla possibile applicazione discrezionale/arbitraria del divieto di manifestazione) e soprattutto un&#8217;ondata di violenze se non di veri e propri progrom. L&#8217;istituzionalizzare delle ronde o la legittimazione dell&#8217;agire libero dei militanti della tolleranza zero non troverà forse assai facilmente abbastanza coperture fra i dirigenti e gli agenti delle polizie sensibili alla causa autoritaria razzista? E&#8217; questo il pericolo più grave da prevedere. E è rispetto a questo che sarebbe necessaria una forte mobilitazione antifascista e antirazzista a cominciare da gruppi militanti che in ogni città siano particolarmente vigilanti, in grado di dare protezione alle potenziali vittime, in grado di fare seria controinformazione ma anche azioni di contrasto efficace.E&#8217; infine probabile che l&#8217;ulteriore squilibrio fra prevenzione sociale, prevenzione di polizia, repressione, penalità e reintegrazione sociale a favore della sola risposta repressivo-penale, accresca ancora di più la marginalizzazione estrema e le morti di esclusi per strada come nei luoghi di internamento (immigrati nei Cpt, carcerati, tossicodipendenti rigettati nelle strade da Sert che non funzionano perché il personale è stato totalmente precarizzato e sopravvive lavorando per le comunità private che «curano» solo chi ha i soldi). Da parte loro, le polizie locali, distratte dai loro compiti istituzionali e dirottate sempre più nella persecuzione dei nemici di turno, controlleranno sempre meno le costruzioni abusive, la tutela dell&#8217;ambiente e lo smaltimento dei rifiuti, le aree delle economie sommerse, a tutto beneficio delle ecomafie del nord e del sud e del rischio di aumento di infortuni sul lavoro e malattie professionali direttamente o indirettamente connessi con l&#8217;inquinamento e la produzione e commercializzazione di merci nocive. Allora, non è ormai sin troppo evidente che la resistenza antifascista e antirazzista non è solo una questione di difesa dei diritti fondamentali degli immigrati ma una questione di sopravvivenza di tutti (quelli che non hanno potere)?<br />
Salvatore Palidda</p>
 Tagged: biopolitica, carcere, legislazione, MIGRANTI, rifondazione comunista, sicurezza <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/311/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=311&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Presidio per Eluana: Polizia e Carabinieri identificano i manifestanti</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 20:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio di oggi, alcuni manifestanti , circa 15 persone fra cui il sottoscritto, si sono ritrovate sotto la prefettura di Lecce per esprimere il proprio dissenso sulla vicenda di Eluana Englaro. Dopo circa mezz&#8217;ora è arrivata una pattuglia di Polizia e immediatamente dopo una pattuglia dei Carabinieri. Hanno richiesto i documenti a tutti i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=294&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Nel pomeriggio di oggi, alcuni manifestanti , circa 15 persone fra cui il sottoscritto, si sono ritrovate sotto la prefettura di Lecce per esprimere il proprio dissenso sulla vicenda di Eluana Englaro. Dopo circa mezz&#8217;ora è arrivata una pattuglia di Polizia e immediatamente dopo una pattuglia dei Carabinieri. Hanno richiesto i documenti a tutti i presenti, alcuni dei quali avevano poggiato dei manifesti artigianali autoprodotti su un muro adiacente il portone della Prefettura. La manifestazione, del tutto spontanea e senza preavviso, ha visto presenti alcune persone del PRC, dei Comunisti Italiani, di associazioni di Donne e dell&#8217;ARCI. Il comportamento delle forze dell&#8217;ordine è stato morbido , tuttavia la necessità di identificazione collettiva indica lo stato di interesse e il tentativo di repressione di tutte le voci di dissenso.</p>
 Tagged: biopolitica, legislazione, pacchetto sicurezza, rifondazione comunista, sinistra <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/294/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/294/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/294/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/294/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/294/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/294/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=294&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La Lega e il diversivo razzista &#8211; di Gad Lerner</title>
		<link>http://gianlucapasa.wordpress.com/2009/01/14/223/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 21:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[da www.gadlerner.it
Cosa fa un partito politico quando subisce una sconfitta cocente nella difesa degli interessi che pretende di rappresentare? Solleva un polverone, alza la voce, cerca un diversivo.
Dopo l’esito fallimentare della sua battaglia pro-Malpensa -sbagliata in radice- il partito di Bossi ha sbandierato un emendamento al decreto anticrisi in base al quale diventerebbe possibile estendere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=223&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-222" title="gad-lerner2" src="http://gianlucapasa.files.wordpress.com/2009/01/gad-lerner2.jpg?w=167&#038;h=250" alt="gad-lerner2" width="167" height="250" />da www.gadlerner.it</p>
<p>Cosa fa un partito politico quando subisce una sconfitta cocente nella difesa degli interessi che pretende di rappresentare? Solleva un polverone, alza la voce, cerca un diversivo.<br />
Dopo l’esito fallimentare della sua battaglia pro-Malpensa -sbagliata in radice- il partito di Bossi ha sbandierato un emendamento al decreto anticrisi in base al quale diventerebbe possibile estendere ai lavoratori di Malpensa <span id="more-223"></span>e indotto gli stessi ammortizzatori sociali di cui beneficiano quelli Alitalia. Difficile che si realizzi un tale scandalo, cioè una tutela maggiore per i “suoi” territori e i “suoi” protetti, rispetto alla gran massa dei lavoratori che subiscono gli effetti della crisi. Ma non bastava. E allora, ecco l’odioso espediente: riscuotere dagli alleati di centrodestra due emendamenti palesemente discriminatori nei confronti degli immigrati regolari, oltretutto motivandoli con la necessità di fare cassa per finanziare la cacciata degli stranieri irregolari. Dunque la tassa sul permesso di soggiorno e la fidejussione di 10 mila euro per gli immigrati che vogliono aprire una partita Iva.<br />
Grazie alla dissociazione di Gianfranco Fini (bravo) e la netta protesta della Chiesa, stavolta Berlusconi non se l’è sentita di andare dietro alla Lega su un terreno palesemente anticostituzionale.<br />
Il diversivo razzista si trasformerà dunque in un boomerang per i suoi cinici inventori, mentre le statistiche confermano il fallimento della politica emergenziale di sicurezza anti-stranieri del ministro Maroni (si legga in proposito l’ottimo servizio de L’Espresso). Resta il disagio per chi in Italia continua a fare politica fomentando i peggiori sentimenti e pregiudizi popolari.<br />
A coloro che nei mesi scorsi criticavano la tenace denuncia della campagna razzista portata avanti da questi imprenditori politici della paura, oggi mi sento di far notare che per fortuna a qualcosa è servita: come già sulle impronte digitali ai bambini rom e sulle classi differenziali nella scuola primaria, abbiamo messo i bastoni fra le ruote alla deriva legislativa xenofoba. Lo stesso impegno potrà ottenere un successo fra poco, quando il Parlamento dovrà varare il decreto sicurezza e verrà messo ai voti l’emendamento leghista che vuole legalizzare le ronde. Teniamo alta la guardia, e non scoraggiamoci!</p>
 Tagged: diritti negati, legislazione, MIGRANTI, pacchetto sicurezza, sicurezza <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/223/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/223/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/223/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/223/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/223/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/223/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/223/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/223/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/223/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/223/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=223&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ecco come il governo scippa le risorse del Sud</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 17:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Andrea Del Monaco
da Il Manifesto  del 21/12/2008
«Il governo non risponde sul Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) regionale, questo è un fatto negativo» ha sostenuto Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, alla fine di un incontro avvenuto giovedì scorso a palazzo Chigi con il premier Berlusconi e i ministri Fitto, Sacconi, Tremonti, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=152&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore">di Andrea Del Monaco</p>
<p class="RassegnaStampa-Articolo-Testata">da Il Manifesto  del 21/12/2008</p>
<p class="RassegnaStampa-Articolo-Testo">«Il governo non risponde sul Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) regionale, questo è un fatto negativo» ha sostenuto Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, alla fine di un incontro avvenuto giovedì scorso a palazzo Chigi con il premier Berlusconi e i ministri Fitto, Sacconi, Tremonti, Scajola e Matteoli. <span id="more-152"></span>«Il Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) &#8211; ha proseguito Errani- si limiterà a riprogrammare 7,3 miliardi del Fas attribuito ai ministeri per finanziare 44 opere non ancora identificate». Il Governo si sarebbe impegnato a non avocare a sé il Fas regionale fino ad un accordo chiaro con i governatori e, in futuro, a reintegrare le risorse stornate dalle regioni. Tutto viene rimandato alla seduta del Cipe di gennaio dove il governo potrebbe riproporre lo storno dei fondi regionali per lo sviluppo in cambio della concertazione degli interventi.<br />
Vediamo il senso politico della partita. Il Fas è una quota importante del Qsn (quadro strategico nazionale), documento di programmazione 2007/2013 per le politiche di sviluppo: 124 miliardi, di cui 101 al Sud (53,782 miliardi di Fas, 47,311 miliardi di fondi strutturali europei e cofinanziamento nazionale), di questi più del 55% attribuito alle regioni. Si aggiungono più di 10 miliardi di risorse liberate: i resti della programmazione precedente 2000/2006 per l&#8217;ex obiettivo 1 (tutto il Sud tranne l&#8217;Abruzzo). Già il 18 giugno scorso Berlusconi aveva dichiarato che, poiché le regioni non erano state capaci di spendere, il Governo voleva assumere la riprogrammazione delle risorse europee regionali. Il Governo prometteva il nucleare, la Torino-Lione e il Ponte sullo Stretto e così proponeva: 1) «la revoca» delle assegnazioni del Fas operate dal Cipe, ma non impegnate, verso le regioni e le provincie autonome (18 miliardi al Sud, 5,5 al centro-Nord); 2) la destinazione ai ministeri delle risorse liberate; 3) la «rimodulazione» dell&#8217;uso dei fondi europei a disposizione delle regioni per avere un procedimento di spesa più efficace (12,5 miliardi per il centro-nord, 31,8 per il sud, comprendendo il 50% di cofinanziamento nazionale).<br />
La protesta delle regioni, guidate da Vasco Errani, bloccò a giugno un provvedimento che potenzialmente avrebbe trasferito le competenze di programmazione di 82 miliardi dalle regioni al Governo. A novembre il Governo ci ha riprovato e, per finanziare le misure anticrisi (social card, taglio dell&#8217;acconto Ires e Irap, sottoscrizione pubblica di obbligazioni bancarie, cassa integrazione, ecc.), contava di sottrarre alle regioni, e principalmente a quelle meridionali, il Fas. Ma ancor più allarmante, nelle bozze di delibera Cipe e di decreto del consiglio dei ministri circolate in istruttoria, l&#8217;ipotesi di storno della quota del cofinanziamento nazionale dei fondi comunitari (il 50%). Secondo l&#8217;economista Mimmo Cersosimo, vicepresidente della giunta regionale della Calabria, le manovre del Governo prefigurano la cancellazione tout court delle politiche di riequilibrio territoriale, in particolare scompare del tutto qualsiasi politica a favore del Mezzogiorno: purtroppo il governo usa le risorse attribuite al sud come «esclusivo polmone per coprire le disorganiche misure nazionali di risanamento finanziario e di attenuazione della crisi economica». Malgrado il Governo presenti questi provvedimenti come anticiclici, i meccanismi istituzionali ad essi sottesi «comporteranno un allungamento dei tempi rispetto alle procedure di investimento a suo tempo concordate con le regioni e gli altri partner istituzionali». Questa crisi, provocata dal capitale, sarà pagata dal lavoro con le ricette del capitale. Tremonti (oltre al Fas) deciderà la spesa dei 100 miliardi della Cassa Depositi e Prestiti e della quota italiana del piano Ue anticrisi. Marcegaglia vuole investimenti pubblici in infrastrutture materiali ed immateriali per sostenere il Pil. Traduzione: commesse per alcune aziende. Serve un intervento strutturale dalla parte dei lavoratori: in nome di esso, le sinistre nei governi regionali (facendosi sentire nella conferenza stato-regioni) potrebbero evitare lo scippo delle risorse delle regioni; inoltre la Cgil, attrice nella programmazione di quei fondi, potrebbe qualificare una sua piattaforma e, tramite la Ces, proporre alla Ue una sua strategia invece di subire le ricette di Bruxelles, ispirate dagli industriali più influenti. A ottobre Rossanda chiedeva alle Sinistre perché avessero accettato la detassazione delle imprese e la riduzione dei salari in nome della crescita. Semplice: perché le sinistre, prive di un progetto alternativo di governo, non hanno una politica industriale per ricollocare il paese nella fascia alta della divisione internazionale del lavoro e creare occupazione stabile e di qualità. Ed ora, nella crisi, subiscono il colbertismo di Tremonti.</p>
 Tagged: lavoro, legislazione, povertà, rifondazione comunista, sinistra <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gianlucapasa.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gianlucapasa.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gianlucapasa.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gianlucapasa.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gianlucapasa.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gianlucapasa.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gianlucapasa.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gianlucapasa.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gianlucapasa.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gianlucapasa.wordpress.com/152/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=152&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Direttiva Rimpatri. Nessuno la usi come pretesto.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 09:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[MIGRANTI]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[analisi del direttiva rimpatri fatta da Sergio Bontempelli
La cosiddetta “Direttiva Rimpatri” sulle espulsioni dei migranti, approvata dal Parlamento Europeo, è sicuramente pessima: ma lascia intatta la possibilità, per i singoli Stati, di mantenere disposizioni più favorevoli per i cittadini stranieri. E contiene persino cose migliori rispetto alla Bossi-Fini. Nessuno, dunque, deve usarla come pretesto per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gianlucapasa.wordpress.com&blog=3667276&post=45&subd=gianlucapasa&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>analisi del direttiva rimpatri fatta da Sergio Bontempelli</strong></p>
<p><em>La cosiddetta “Direttiva Rimpatri” sulle espulsioni dei migranti, approvata dal Parlamento Europeo, è sicuramente pessima: ma lascia intatta la possibilità, per i singoli Stati, di mantenere disposizioni più favorevoli per i cittadini stranieri. E contiene persino cose migliori rispetto alla Bossi-Fini. Nessuno, dunque, deve usarla come pretesto per inasprire le norme sulle espulsioni.</em><span id="more-45"></span></p>
<p>Detenzione fino a un anno e mezzo per i migranti irregolari in attesa di espulsione, trattenimento dei minori stranieri in violazione delle convenzioni internazionali sui diritti umani, divieto di reingresso di cinque anni per gli espulsi, maggiore <em>elasticità </em>nelle tutele legali: la Direttiva Rimpatri, approvata nei giorni scorsi dal Parlamento Europeo, rappresenta sicuramente una delle pagine più buie nella storia dell’Unione Europea, e lancia un segnale &#8211; terribile &#8211; di criminalizzazione <em>tout court </em>dei fenomeni migratori. Anche per questo, essa è stata duramente criticata da più parti: dalla Chiesa Cattolica, dalle associazioni umanitarie, persino da alcuni governi del Sud del Mondo (America Latina in testa). Ora che la Direttiva è stata approvata, tuttavia, occorre analizzarla con attenzione, ed impedire che essa diventi un <em>pretesto </em>per introdurre, in Italia, norme peggiori rispetto a quelle effettivamente previste in sede europea. Anche perchè, studiando attentamente il <a title="Direttiva Rimpatri" href="http://www.europarl.europa.eu/sce/data/amend_motions_texts/doc/P6_AMA%282007%290339%28074-074%29_IT.doc" target="_blank">testo licenziato dall’Europarlamento</a>, si scopre che alcune norme sono persino migliorative della nostra «Bossi-Fini». Vediamo meglio.</p>
<p>L’articolo 4, comma 3 precisa che «la direttiva <em>lascia impregiudicata la facoltà degli Stati membri di introdurre o mantenere disposizioni nazionali più favorevoli alle categorie di persone cui si applica [cioè agli immigrati, ndr.]</em>, purché compatibili con le norme in essa stabilite». Grazie a questa clausola, i paesi europei non sono obbligati a recepire nei rispettivi ordinamenti <em>tutte </em>le disposizioni della Direttiva. Per esempio, l’Italia non è tenuta a prolungare fino a 18 mesi il tempo di detenzione in un CPT, nè ad introdurre l’espulsione per i minori: se nella legge nazionale ci sono norme più favorevoli, queste possono restare in vigore. La Direttiva stabilisce <em>limiti massimi, </em>non <em>regole rigide. </em>In altre parole, l’Europa non ci dice che i migranti debbono essere trattenuti per 18 mesi nei CPT: ci obbliga, invece, a prevedere un periodo di detenzione <em>non superiore ai 18 mesi, </em>ma il periodo può benissimo essere inferiore. Limiti massimi, dunque: che in qualche caso, addirittura, obbligherebbero l’Italia a rivedere &#8211; in meglio &#8211; la legge Bossi-Fini.</p>
<p>Così, per esempio, all’articolo 9 comma 2 la direttiva dice che, quando un immigrato viene espulso, lo Stato Membro può imporgli un <em>divieto di reingresso, </em>cioè un periodo nel quale lo straniero non potrà più entrare in territorio nazionale. Ma la durata massima di questo periodo è fissata in cinque anni, mentre l’Italia ne prevede ben dieci: ciò significa che, quando il nostro paese si adeguerà alla normativa europea, dovrà <em>dimezzare </em>il divieto di reingresso, e dunque migliorare (almeno dal mio punto di vista) l’attuale legge sull’immigrazione…</p>
<p>Un altro aspetto «interessante» della direttiva è quello relativo alla <em>volontarietà del rimpatrio. </em>In Italia, la legge Bossi-Fini prevede come regola generale l’<em>accompagnamento forzato alla frontiera di ogni migrante espulso. </em>A norma dell’articolo 6-bis comma 1 del testo approvato dall’Europarlamento, invece, «la decisione di rimpatrio <em>[cioè l'espulsione, ndr.]</em> fissa un periodo congruo per la <em>partenza volontaria</em> di durata compresa tra sette giorni e trenta giorni». In altre parole, l’Europa prevede che, in caso di espulsione, la polizia non proceda subito al rimpatrio forzato, ma consegni allo straniero una <em>intimazione scritta </em>che lo obbliga ad abbandonare con i propri mezzi il territorio nazionale: solo se lo straniero rappresenta un pericolo per l’ordine pubblico, la polizia può procedere all’accompagnamento coatto alla frontiera. Anche in questo caso, adeguare la legge italiana alla direttiva significherebbe cancellare un aspetto decisivo &#8211; e uno dei più odiosi &#8211; della «Bossi-Fini».</p>
<p>I divieti di espulsione per motivi umanitari &#8211; donne in stato di gravidanza, minori, vittime della tratta ecc. &#8211; a suo tempo disposti dalla legge Turco-Napolitano e mai aboliti dalla Bossi-Fini possono rimanere in vigore grazie alla clausola contenuta nell’articolo 6, comma 6-ter, della direttiva, che così recita: «In qualsiasi momento, gli Stati membri possono decidere di rilasciare un permesso di soggiorno [...] per motivi caritatevoli, umanitari <em>o di altra natura</em> a cittadini di paesi terzi in posizione irregolare nel loro territorio». Si notino le parolette «o di altra natura», che lasciano ampia discrezionalità alle decisioni dei singoli paesi.</p>
<p>Persino la <em>detenzione nei centri di permanenza temporanea </em>- per molti versi l’aspetto più odioso della direttiva &#8211; non è un obbligo, ma una <em>possibilità, </em>come si evince dall’articolo 14 comma 1: «gli Stati membri <em>possono</em> trattenere il cittadino di un paese terzo sottoposto a procedure di rimpatrio…». Gli Stati Membri <em>possono, </em>non <em>debbono: </em>dunque, l’Italia potrebbe &#8211; in teoria &#8211; abolire i CPT, senza violare le disposizioni della Direttiva… E quand’anche &#8211; come è molto probabile, anzi assoltamente sicuro &#8211; il nostro Governo non decidesse di abolire i CPT, dovrebbe comunque tener conto del fatto che, sempre a norma dell’articolo 14, «il trattenimento ha durata quanto più breve possibile ed è mantenuto solo per il tempo necessario all’espletamento diligente delle modalità di rimpatrio».</p>
<p>Ha dunque ragione Emilio Santoro quando, in un <a title="Melting Pot, Emilio Santoro" href="http://www.meltingpot.org/articolo12901.html" target="_blank">articolo pubblicato in questi giorni sul portale Melting Pot</a>, sostiene che «la direttiva è molto generica e molto vaga, e rileggendola con attenzione si può considerare come un bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno, quantomeno guardandola dal punto di vista della normativa italiana». La decisione &#8211; più volte ventilata dai Ministri in carica &#8211; di <em>inasprire </em>le norme in materia di immigrazione, è a tutti gli effetti una <em>decisione politica, </em>che non può essere mascherata come un «adeguamento» all’Europa.</p>
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