scaletta intervento CPRegionale 30 aprile 2008

Sulla svolta a destra. E’ vero che vi è stata una svolta a destra, ma più che una constatazione questa affermazione non dice.
E’ evidente che la svolta ha delle ragioni che non possono non ravvisarsi in un rapporto duale con la sinistra, e che quindi e li che è necessario trovare “il colpevole”;
Sono convinto che una lettura esclusivamente politica vada fatta senza però, per questo motivo essere accusato di parricidio.

Intanto trovo che i cambi di linea e di passo così repentini, in assenza di una discussione interna ed esterna vera , abbia prodotto disorientamento e mancanza di chiarezza. Non mi si venga a dire, anche per rispetto alla intelligenza del corpo del partito che non era in discussione lo scioglimento o meno del partito. Ritengo questa posizione, nell’ambito di una discussione ampia e profonda del destino della sinistra , legittima anche se assolutamente non condivisibile. Però ricordo a qualcuno, forse ve ne sono anche in federazione , l’esistenza delle tessere della sinistra arcobaleno.

Premesso tutto ciò e considerato che abbiamo, personalmente ho, la necessità di discutere di politica e di linea politica e non sono disposto a subire attacchi indiscriminati da nessuno per come scelgo di collocarmi, vi dico poche cose che ritengo essenziali

1.Gridare al lupo al lupo sulla scomparsa della sinistra mi è sembrato un errore grande ed ha introdotto, a proposito di Agamben e di Carl Schmitt la logica dello stato di eccezione, ossia si è prodotta una analisi secondo la quale grido all’emergenza e detto la linea in funzione del fatto di essere l’unico interlocutore sulle scelte strategiche da compiere. Questo mi pare abbia contribuito alla definizione di un senso comune che ci poneva già come marginali.
2.All’interno di questa operazione, che viene da lontano, ne è stata condotta un’altra simultaneamente: l’idea che fosse necessario approdare ad una ipotesi di sinistra riformista e di governo con “ chi ci sta ci sta”. Fino ad un certo punto si pensava che il soggetto privilegiato di questa operazione fosse sinistra democratica e i pezzi di sindacato che ad essa aderivano ( Nerozzi in testa).
3.Giunti allo sfaldamento di quell’esperienza, che immaginava evidentemente un accordo di ceto politico, ci si è trovati senza una bussola, e forse il richiamo elettorale ai socialisti è stato la pagina più ridicola di questa opzione.
Quali sono a questo punto i problemi che hanno prodotto, tra le altre cose, il risultato elettorale.

Avevamo un profilo poco definito sul rapporto con i movimenti, derivante anche dall’esperienza problematica di governo;
Apparivamo come coloro che si erano appiattiti sul governismo e sulla riproduzione del ceto politico attraverso il rapporto con i governi a vario titolo;
Siamo apparsi come ultra politicisti, anche la formazione delle liste dice di questa chiusura di ceto politico;
Quale che siano le modalità organizzative del congresso, io penso, la nostra necessità primaria è quella di definire un profilo politico chiaro e leggibile a tutti.
Se, volendo applicare il metodo delle congetture e confutazioni, dobbiamo dire senza problema che la linea prodotta da bertinotti, nella quale era evidente una eterodirezione, è stata sbagliata perché sbagliata era l’analisi.
Oggi che ripartiamo da Rifondazione e sono d’accordo con Bertinotti quando dice che non ci possono essere uomini per tutte le stagioni è necessario comprendere che questi lussi, anche mediatici non ce li possiamo permettere. Se si vuole una discussione a tutto campo la si faccia ma tutelando noi stessi ed il Partito.
La sconfitta di Roma, come in sedicesimi quella di Mesagne, ci dicono che lustrini e paillettes staccati da un aggancio con la realtà non rendono e che non si può evocare una linea politica e non applicarla. Credo, come dice qualcuno fra noi, che la sconfitta sia epocale e che i tempi della rinascita siano lunghi, tuttavia io penso sia indispensabile rimettere mano alla nostra modalità di agire la politica e di superare il metodo tutto politicista messo in atto fino ad ora

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Pubblicato il maggio 7, 2008 su interventi di assemblea -appunti, rifondazione comunista, Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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