Sicurezza? No, più galera e guerra ai poveri

da http://www.sinistrasociale.it

Il Pacchetto Sicurezza che Berlusconi ha sul tavolo e che presenterà il prima possibile, forse già alla riunione dei ministri a Napoli, sarà composto di due capisaldi: inasprimento della normativa sull’immigrazione e riforma radicale della legge Gozzini. L’italia insomma continuerà la guerra ai poveri, anzi la inasprirà, perchè fissare la soglia del reddito legale come criterio di accesso alla cittadinanza è costruire una società in cui se sei povero non devi esistere, e quindi in mancanza di reddito, niente certificato di residenza e poi, dopo novanta giorni, potrebbe scattare l’allontanamento coatto, nel paese d’origine. Viene da chiedersi se si applicasse tale soglia nel sud italia dove tanti cittadini onesti sono poveri cosa succederebbe, viene da chiedersi se una democrazia possa giustificare un simile provvedimento che tende a reinscrivere il diritto di residenza rispetto al reddito. Insomma essere povero diventerà presunzione di colpevolezza nell’Europa governata dalle banche e dalle corporazioni, dove lo scontro fra attori globali e territoriali del capitalismo si fa sempre più acuto mentre aumenta la crisi economica. Ma non è finita, in nome della sicurezza, la legge Gozzini sarà la prima vittima, nelle intenzioni del nuovo governo, infatti si prevede di trasformare radicalmente il sistema dei premi per buona condotta e delle detenzioni alternative al carcere. Per alcuni reati ad alto impatto sociale (furti, rapine, droga, stupro) i benefici non ci saranno più o comunque saranno fortemente ridimensionati. E sarà molto più complicato ottenere gli arresti domiciliari. Ugualmente ci sarà un intervento drastico sulla sospensione condizionale della pena. Ma è appunto sulla cosiddetta «certezza della pena» che il governo vuole intervenire. Se quindi si ritoccherà la Gozzini, l’effetto sarà di ritardare le semilibertà, ridurre gli affidamenti ai servizi sociali, e anche tagliare gli sconti di pena. Una simile impostazione pensa al carcere come luogo di pena, e non contempla l’idea che tale struttura possa evitare la recidiva con percorsi di reinserimento. Risultato: più detenuti resteranno dietro le sbarre, presto le carceri saranno piene come uova ed il tasso di recidiva crescerà ancora. Come da sempre dimostrano i studi avere carceri pieni non è un modo per rendere sicure le nostre città… e come sempre ci dicono le statistiche le variabili che determinano aumenti dei reati o meno sono frutti di dinamiche sociali complesse, non governabili agendo sul versante repressivo soltanto. Intanto tra gli applausi del popolo italiano e dei sindaci sceriffi che in fin dei conti non hanno fatto altro che invocare tali provvedimenti, si restringono ancora le garanzie per tutti. Utilizzando il nemico di turno, giorno dopo giorno, giro di vite dopo giro di vite, la nostra democrazia si restringe a favore di uno stato autoritario forte con i deboli e inerme con i forti. Il frutto avvelenato che ci consegna la crisi del neoliberismo è la guerra tra poveri comevissuto quotidiano, l’albero da cui cresce e si alimenta ha messo purtroppo solidi radici nella nostra società, non sarà facile rimuoverle e anche se questo dovesse avvenire non avverrà tra qualche anno, ma tra qualche decennio.

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Pubblicato il maggio 10, 2008, in MIGRANTI, sicurezza, sinistra con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. fantastico…spero che ogni tanto ci sarà qualcosa anche di un pò più personale
    ti abbraccio
    lu

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