Richiedenti asilo: affari di stato 2

sbarco150305-084

Truffa aggravata: chiesto il rinvio a giudizio per l’ente gestore del Cara di Cassibile – da redattore sociale

Alma Mater avrebbe truffato lo Stato nella gestione del centro di accoglienza in provincia di Siracusa. Dalle indagini emergono responsabilità della prefettura. Udienza preliminare fissata per il 27 gennaio

SIRACUSA – Il pubblico ministero Antonino Nicastro ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa aggravata ai danni dello Stato dell’ente gestore del centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Cassibile (Siracusa). L’udienza preliminare è fissata per il 27 gennaio. La direzione dell’associazione Alma Mater è accusata di aver falsificato e gonfiato fatture per l’equivalente di 140 mila euro. Tuttavia una condanna appare improbabile, per una dimenticanza del pm: non avendo chiesto la proroga delle indagini infatti, buona parte delle prove non saranno utilizzabili. Dalle indagini emergono anche le responsabilità della prefettura. In più occasioni Asl, vigili del fuoco, polizia ambientale e questura avevano informato il prefetto delle carenze strutturali del centro. E tuttavia per tre anni la gestione è stata confermata – senza nessuna gara d’appalto – alla stessa Alma Mater, per una spesa di circa sei milioni di euro. Ormai però le condizioni della struttura gestita da Alma Mater è finita nell’occhio del ciclone. La deputata dei Radicali Rita Bernardini ne ha addirittura fatto oggetto di due interrogazioni parlamentari e di una conferenza stampa a Roma. Sarà per questo che il nuovo prefetto Maria Fiorella Scandura, ha posto come condizione vincolante per la partecipazione alla gara di appalto, la certificata idoneità dell’immobile.

Tutto ha inizio nell’estate del 2005. Il 18 luglio 2005, un gruppo di immigrati sbarcano sulle coste siracusane. La prefettura dispone di accoglierli provvisoriamente in un dormitorio che da un paio di mesi ospita lavoratori stranieri, sotto la gestione dell’associazione Alma Mater. Il centro si trova a Cassibile, in via Elorina 5. Si tratta degli ex uffici di una vecchia centrale destinata alla lavorazione, alla conservazione e alla commercializzazione di agrumi. Gli sbarchi proseguono. Serve un servizio di accoglienza permanente. Si decide di affidare l’incarico a Alma Mater, senza nessuna gara di appalto a causa della “particolare criticità della situazione”.

Come di norma però, prima di firmare la convenzione, vengono fatti tutti gli accertamenti di rito. E i nodi vengono subito al pettine. Il 2 agosto 2005, il Settore Igiene e Sanità della Asl locale informa il viceprefetto Giuffrè che gli immigrati “dormono in dei materassi posti direttamente a terra e in numero maggiore alla ricettività” e chiede di verificare la compatibilità della destinazione d’uso dell’immobile. Dieci giorni dopo, il 12 agosto 2005, il comando provinciale dei vigili del fuoco comunica alla prefettura che la struttura non è adeguata alle norme antincendio. Mancano impianti antincendi, gli arredi non sono ignifughi (in particolare i materassi) e le uscite di sicurezza non sono idonee. Il 26 agosto 2005, l’allora prefetto Alecci informa l’Alma Mater delle risultanze della Asl e dei vigili del fuoco e chiede di adeguare la struttura “nel rispetto degli standard minimi fissati dalla convenzione”. Convenzione che viene firmata quello stesso giorno. Come se niente fosse. Scade nel dicembre 2006 e prevede la possibilità di un rinnovo per altri due anni. Il corrispettivo è fissato a 47,00 euro giornaliere per ogni immigrato ospitato. Per un totale presunto di oltre 2.400.000 euro in un anno e mezzo.

Intanto è arrivato l’inverno e gli sbarchi sono cessati. Il centro è semivuoto. E il 20 dicembre il prefetto Alecci chiede al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno di valutare l’opportunità di chiudere temporaneamente la struttura. Con un numero di ospiti inferiore al 50% della capienza della struttura, la convenzione prevede comunque il pagamento del 50% dei posti (articolo 10 comma 2). Fosse anche per una sola persona. Succede dal 20 gennaio al 27 febbraio 2006. Nel centro c’è un solo immigrato. Per la sua accoglienza la prefettura corrisponde 3.525 euro al giorno. Stavolta a informare il Viminale è il nuovo prefetto, Benedetto Basile, con una nota inviata il 27 febbraio 2006. (gdg, vedi lanci successivi)

Annunci

Pubblicato il dicembre 31, 2008, in MIGRANTI, Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: