L’ipocrisia dell’occidente – di Fabio Amato

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Fabio Amato*

Gideon Levi è un coraggioso intellettuale israeliano, un pacifista, editorialista di Haaretz . Anche in questi giorni di guerra, pur all’interno di una società militarizzata e compattamente schierata a favore dei crimini di guerra che il governo israeliano sta compiendo a Gaza, ha avuto il coraggio di scrivere contro questa ennesima prepotenza e di denunciarne la follia. Pochi giorni fa è stato intervistato da Al Jazeera, la tv satellitare che, sia in arabo che in Inglese, sta facendo un lavoro egregio di informazione sulla mattanza di civili di cui si sta macchiando l’esercito di Tel Aviv. In questa intervista, ha giustamente ricordato come dopo l’undici settembre, in occidente, esista un’unica narrativa, quella della guerra al terrore, in cui si mescola di tutto. Palestinesi, Al Qaeda, Hamas, Iran, rientrano tutti nella categoria del terrore. E con il terrorismo non si parla, come perentoriamente ripetono i leader israeliani. Per loro d’altronde era terrorista Arafat e l’OLP prima, ora lo è Hamas. Terroristi come tutti i palestinesi, visto che non esiste famiglia che non abbia fra i suoi parenti persone che non abbiano conosciuto il carcere israeliano. Ogni scusa è buona, per Israele , per rimandare o di fatto, sabotare, la nascita di uno stato palestinese indipendente. Si fanno tronfi della loro superiorità militare. Non stanno combattendo un esercito o uno stato. Stanno massacrando un popolo composto da profughi cacciati dai villaggi da dove ora parte l’offensiva contro di loro. La questione palestinese, a leggere la stampa occidentale, e in particolar modo quella penosa italiana, sembra nata due anni fa, e non 60. La nostra ipocrisia è quella di far finta di non sapere che è esistita una nakba, una tragedia di cui anche noi siamo responsabili, come comunità internazionale. L’ipocrisia dell’occidente è quella di chi non racconta la storia di un conflitto lungo sessant’anni. Nessuno ricorda che furono cacciati dalle proprie terre e dalle proprie case quasi un milione di palestinesi, che da allora vivono in esilio o in campi profughi in cui manca di tutto. A Gaza, in Cisgiordania come in Libano o in Siria. La nostra ipocrisia è quella per cui pensiamo che basti un’informazione di regime, che non faccia vedere le immagini strazianti dei bambini dilaniati dalle bombe per evitare che si smuovano le coscienze. Quelle immagini esistono, e fomenteranno solo altro odio e guerra.
L’ipocrisia dell’occidente, che a suon di menzogne ha invaso e occupato l’Iraq, è quella di pensarsi moralmente superiore.
E’ quella dei due pesi e delle due misure. L’ipocrisia dell’Europa è quella delle tante dichiarazioni, dei principi scritti sulla carta, mentre non muove un passo concreto per favorire una pace giusta. L’ipocrisia è quella di far finta che questo conflitto sia una vicenda che riguarda solo palestinesi e israeliani. Questa tragedia è invece una nostra storia, non riguarda solo gli arabi e gli israeliani. La questione palestinese è figlia del colonialismo europeo del XX secolo.
L’occupazione della Palestina da parte di Israele è una brutale pratica coloniale. L’ideologia sionista, alla base della nascita dello stato di Israele, è nata all’interno di una cultura europea che legittimava e praticava il colonialismo.
Anche in Italia ci tocca leggere condensati di luoghi comuni, banalità e sostegno, come sempre, al potere e al più forte. Addirittura, sprezzanti del pericolo e della figuraccia, editorialisti di punta arrivano a scrivere che Hamas segue i dettami religiosi di Teheran. Ora, tutti sanno dei legami politici, ma quelli religiosi, non esistono proprio. Hamas e i palestinesi sono sunniti, l’Iran sciita. Come si vede, tutto fa brodo, nella propaganda occidentale della guerra al terrore. Speravamo di essercene liberati con Bush, ma questa guerra ci ricorda che non è cosi. Nessuno scrive di come anche Israele è governato ed ostaggio dei fondamentalisti religiosi, di partiti che apertamente rivendicano di voler deportare la popolazione araba. Non esiste un solo fondamentalismo, ma vari che si alimentano a vicenda. Questa guerra li rafforzerà, mentre distrugge le forze che, nel campo palestinese come in quello israeliano, credono e lottano per la pace. Di fronte a tanta ipocrisia, credo sia giusto e doveroso dire alcune evidenti realtà. Non avere paura di essere politicamente scorretti. Questa guerra dimostra due cose. Una.
La colpa dei palestinesi è quella di essere nati e vivere in Palestina. E, malgrado il disegno di pulizia etnica e l’apartheid che subiscono, di non voler rinunciare a questo loro diritto.
La seconda che Israele, o meglio i suoi governanti, non hanno mai voluto una pace giusta, ma obbligare i palestinesi ad una resa: altrimenti non avrebbero permesso che 500.000 coloni andassero a vivere in terre che secondo gli accordi di Oslo spettano al futuro stato di Palestina, ed oggi non farebbero questa guerra. L’unico che l’ha cercata veramente, Rabin, è stato assassinato per mano di un fanatico religioso ebreo. Israele è l’ancella dell’imperialismo in medio oriente. Per questo tutte le sue violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale rimangono impunite. Un ultimo appunto. Leggo, incredulo, che mentre a Gaza imperversa la tragedia, l’incaricato del quartetto per la road map, il neo convertito Tony Blair, se ne stava tranquillamente a Londra a fare shopping. Ecco, questa è l’immagine dell’ipocrisia e della credibilità dell’occidente. Se qualcuno, da queste parti, ha ancora un briciolo di dignità, faccia in modo di cacciarlo da questo incarico come merita. Senza indennizzo e a pedate nel sedere.

*Responsabile Esteri PRC

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Pubblicato il gennaio 9, 2009, in rifondazione comunista, sinistra, Uncategorized con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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