FACEBOOK : il pesce che cresce ingabbiato dalla rete.

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Dopo la lettura di questo articolo sto prendendo in seria considerazione la possibilità di eliminare il mio nome da facebook. Essere utlizzato come cavia o soggetto sul quale fare sondaggi e inchieste commerciali, non rappresenta al meglio le potenzialità di uno strumento che consente una orizzontalità della comunicazione. La mia idea di utilizzo della rete è legata ad una suggestione di democrazia o  postdemocrazia, nel senso che internet non è una cura per la democrazia, come direbbe Formenti, tuttavia se i rapporti interni alla rete non sono democratici e ripropongono in maniera complessa le articolazioni della relazione di potere esterni, credo possa essere utile chiamarsi fuori da un giochetto come Facebbok. Se è vero che la rete non è ( ancora?) un cybersoviet, sempre citando Formenti, e vero anche che se si profila all’orizzonte una cybercella bisogna prenderne le distanze.

Gianluca

Da Il disinformatico – attivissimo.blogspot.com

Facebook a corto di soldi, vende i dati degli utenti

Il coretto dei “te l’avevo detto” parte fra trenta secondi: se volete unirvi, ecco i dettagli della storia. Il Telegraph ha annunciato che Facebook intende sfruttare i dati personali dei suoi iscritti, ormai arrivati a quota 150 milioni, per creare uno dei più grandi sistemi del mondo per le ricerche di mercato. Facebook, nonostante la propria popolarità, fa infatti fatica a guadagnare dalla pubblicità che ospita attualmente.

Alle multinazionali del marketing verrà offerta la possibilità di effettuare sondaggi mirati per valutare l’interesse dei consumatori verso nuovi prodotti, selezionando gli intervistati in base, per esempio, allo stato civile o ai loro gusti sessuali. Questo, perlomeno, il proposito dichiarato da Randi Zuckerberg, responsabile per il mercato globale nonché sorella del ventiquattrenne Mark fondatore di Facebook, al World Economic Forum di Davos.

Al Forum, i responsabili di Facebook hanno dimostrato la velocità di risposta del sistema ponendo in tempo reale varie domande agli utenti in tutto il mondo e restituendo le risposte ai delegati in pochi minuti. Per esempio, sono stati selezionati e interpellati gli utenti in Palestina e in Israele con domande sulla pace globale e sono stati contattati 120.000 utenti statunitensi per chiedere loro se i piani di rilancio economico di Barack Obama secondo loro sarebbero stati sufficienti a salvare l’economia USA (quasi il 60% ha detto di no).

Facebook ha già venduto il sistema di sondaggi, denominato engagement ads (“spot d’impegno”), ad almeno una grande società di ricerca di lavoro. Se siete utenti di Facebook, forse è il caso di dare un’occhiata a quali dati personali avete regalato a questo nuovo strumento di marketing.

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Pubblicato il febbraio 11, 2009, in Uncategorized con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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