Presentazione “Uomini e Caporali” di Alessandro Leogrande

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MERCOLEDÌ 25 MARZO ORE 19.00 PALAZZO GUERRIERI
( EX SCUOLA RUBINI , ALLE SPALLE DEL BAR BETTY) Brindisi

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

” Uomini e Caporali” ed. Mondadori Strade Blu

di Alessandro LEOGRANDE

Ne discutono con l’autore:

Mimmo Consales – Giornalista

Gianluca Nigro – Esperto politiche migratorie

Organizzato in collaborazione con il Caffè Libreria ” Camera a Sud”

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La Puglia – al pari di altre regioni del Sud d’Italia – è diventata la meta di un pellegrinaggio disperato. Ogni anno centinaia e centinaia di stranieri giungono lì col miraggio di guadagnarsi un po’ di soldi lavorando alla raccolta estiva dei pomodori o di altri frutti della terra. In particolare l’Europa dell’Est si è rivelata il serbatoio ideale di questa manodopera a basso prezzo. Ma quasi immancabilmente ragazzi e adulti provenienti dall’Ucraina e dalla Polonia vedono il loro piccolo sogno di miglioramento economico infrangersi davanti a una realtà durissima, fatta di condizioni igieniche, lavorative e salariali atroci. Molti di loro cadono vittime di veri e propri caporali dello sfruttamento (spesso loro connazionali) che – col tacito accordo dei proprietari dei terreni – li fanno vivere e lavorare in condizioni davvero semischiavistiche. L’ignoranza della lingua, la scarsa conoscenza dei luoghi e delle leggi, e un sistema ben organizzato di minacce e violenze fanno sì che le settimane di lavoro si trasformino in un’esperienza da incubo. Questo magistrale racconto-inchiesta prende le mosse dalla morte in circostanze quantomeno misteriose di un ragazzo polacco (sepolto in una tomba senza nome nel cimitero di un paesino) per cercare di dare un quadro il più chiaro e veritiero possibile della situazione. La storia che ne viene fuori è a forti tinte, e in essa incontriamo personaggi quasi romanzeschi nella loro primitiva ferocia, gli sguardi persi e disperati delle vittime e i volti nobili di alcuni pugliesi che hanno saputo e voluto essere di aiuto a questa umanità alla deriva. La puntuale descrizione del modo in cui funziona questo ciclo atroce di sfruttamento si intreccia con la narrazione di un massacro di braccianti perpetrato nel 1920 a Gioia del Colle da uomini al soldo dei latifondisti della zona. A quasi cento anni di distanza da quella strage ancor oggi in Puglia degli uomini vengono trattati come bestie e a volte uccisi per la raccolta del pomodoro. Cambia la nazionalità, ma il sangue, le umiliazioni e le sofferenze pare siano rimaste le stesse.

Alessandro Leogrande è nato a Taranto nel 1977 e vive a Roma. Vicedirettore del mensile «Lo straniero», collabora con «Il Corriere del Mezzogiorno», «Nuovi argomenti», Radiotre. Per la casa editrice L’Ancora del Mediterraneo ha scritto Un mare nascosto (2000), un reportage letterario da Taranto negli anni della privatizzazione del siderurgico e del trionfo del telepredicatore Giancarlo Cito; Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali (2003), un’inchiesta sulla «mutazione antropologica» della mafia pugliese e sul contrabbando internazionale di sigarette; Nel paese dei viceré. L’Italia tra pace e guerra (2006), un saggio sui nuovi movimenti, da Genova a Melfi. Sempre per L’Ancora del Mediterraneo ha curato Il pallone è tondo (2005). Un suo saggio, «Ragazzi di mafia», è stato selezionato nell’antologia A occhi aperti. Le nuove voci della narrativa italiana raccontano la realtà (Piccola biblioteca Oscar, 2008).

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Pubblicato il marzo 3, 2009 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Volevo segnalare un articolo che cita A. Leogrande e la storia dei lavoratori stagionali in Puglia, apparso su Amnesty International di Febbraio.

    http://marge.blogsome.com/2009/01/23/travailleurs-saisonniers/trackback/

    http://www.amnestyinternational.be/doc/article14247.html

  2. sono un operaio friulano nato nel 49 , per lavoro sono emigrato in Svizzera a 19 anni poi sempre per lavoro sono venuto ad abitare a Roma. In questi giorni ho avuto l’opportunità di leggere uomini e caporali, e credo che Alessandro Leogrande sia riuscito a dare visibilità a una realtà che tutti i gli operai in qualche modo già percepivano, almeno chi lavora nel sud d’Italia. Non solo il suo lavoro di ricerca e testimonianza, si è rilevato prezioso e puntuale, ma anche l’analisi, le considerazioni, le trovo molto profonde e nel merito.
    Ho deciso di scrivere questo commento perché ho trovato (finalmente) qualcuno che scrive senza nascondersi dietro una fede politica o degli interessi economici, o delle lobbie di vario genere. Ha avuto il coraggio di affrontare un problema che non ha visibilità, non appare sui giornali, nonostante questo non ha fatto sconti a nessuno, tanto meno alla sua terra di origine,,
    Lo ringrazio vivamente di aver affrontato un argomento che contempla il lavoro manuale, argomento che non viene mai affrontato in questo paese, dove sembra che ci siano solo avvocati politici professori medici, banchieri, bancari, ecc. Io ho fatto l’operaio tutta la vita (e si vede da come scrivo) ho visto tante ingiustizie fatte a questa categoria, sopratutto da quando vivo a Roma, categoria che non ha gli strumenti per difendersi. Una considerazione che posso fare, e che se una società non riesce a difendere gli anelli più deboli vuol dire che non può definirsi civile.
    Grazie
    Snidero Ivano

  1. Pingback: margeye :: Travailleurs saisonniers :: January :: 2009

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