Notizie in ordine sparso. Scommettiamo ?

dadi1In basso riportiamo due notizie di cronaca nera che vedono coinvolti persone migranti. Da questo blog vogliamo lanciare una provocazione, o comunque una sfida, quella cioè di verificare se la notizia 1 ( fresca di agenzia) domani la ritroveremo su tutti i giornali nazionali e non relegata nelle cronache locali. Siamo convinti che così non sarà, ma accettiamo ben volentieri di perdere questa scommessa. Per la notizia 2 , gia vecchia di qualche giorno, di tracce sulle testate nazionali non se ne sono viste. Il ragionamento di fondo di questa scommessa sta nel fatto che si vuole dimostrare, da parte nostra, che la campagna xenofoba e razzista viene da un ragionamento politico ben preciso e che ha alleati forti e segue delle logiche definite: è utile a creare il capro espiatorio , in particolare quello dei rumeni e dei rom, e tende ad espellere dal ragionamento un elemento che dovrebbe essere a fondamento della nostra cultura giuridica, la responsabilità personale ed individuale degli atti criminosi.

Le richieste folli di Maroni , che pretenderebbe scuse pubbliche dal governo rumeno per gli stupri della Cafarella e per l’omicidio Reggiani , dimostrano esattamente l’esistenza di questo teorema: ci sono etnie e nazionalità che sono più propense al crimine. Questo si chiama razzismo . Se va bene per il discorso pubblico della Lega , dovrebbe accendere qualche lumicino di dissenso quando lo stesso percorso , in altre forme, lo conducono i tg e le grandi testate nazionali.

con l’augurio di perdere la scommessa.

Gianluca

Notizia 1

Bari, cadavere di un romeno
lasciato davanti al policlinico
BARI – Il cadavere di un uomo di nazionalità romena è stato lasciato nella notte davanti al pronto soccorso del Policlinico di Bari. Il corpo – a quanto è stato accertato dai carabinieri – è stato abbandonato da tre persone che sono giunte dinanzi all’ospedale a bordo di un furgoncino di colore bianco ripartito subito dopo. Sul corpo del romeno non pare che i medici abbiano trovato tracce evidenti di ferite o percosse: avvertibile invece – a quanto si è saputo – un forte odore di benzina. I carabinieri hanno per ora già acquisito le immagini a circuito chiuso delle telecamere sistemate all’esterno della struttura ospedaliera.

26/3/2009

fonte: gazzetta del mezzogiorno on lineel

Notizia 2

Bronx della stazione dove il barbone ha ucciso il senzatetto
che qui intorno sarebbe potuto avvenire un fattaccio»
poi, si ha paura anche soltanto a fare qualche passo a piedi»
ANTONIO NEGRO – gazzetta del mezzogiorno

La zona della stazione ferroviaria come il Bronx di New York .
Una delle aree da sempre considerata tra le più centrali della città si trasforma, dalle 20.30 in poi, in un lungo assimilabile ai sobborghi più sordidi delle periferie urbane del mondo: illuminazione quasi inesistente, ampi spiazzi e giardinetti desolati, con strade circostanti delimitate da marciapiedi «ricoperti» da chewin gum indurite e «scippati» dei mattoni, distrutti e divelti in più punti. Luoghi che incutono un senso di paura anche solo a guardarli di passaggio e da lontano, magari dall’interno di un’auto che non si vorrebbe mai in panne proprio li….
È questo lo scenario in cui l’al tra sera – nell’ex dormitorio dismesso delle FS, riparo per una trentina di senza dimora – è maturato l’omicidio di Iulian Ioan
Diplas, un barbone rumeno di 24 anni, ucciso dal coltello con cui il brindisino Pie – tro Guarino – 61 anni, senza fissa dimora anche lui – gli ha aperto il torace fendendogli il cuore
. E ciò, un istante dopo che lo stesso omicida, ubriaco, aveva ferito seriamente un posteggiatore abusivo della zona, che dorme nello stesso stabile dismesso: Mario Tasco, brindisino di 36 anni, ricoverato in ospedale per una ferita da taglio all’emitorace sinistro. L’assassi – no è stato arrestato poco dopo, in zona, con ancora addosso i tre coltelli che aveva comprato al mattino nel deliberato intento – secondo quanto ammesso dalla stessa omicida dinanzi agli inquirenti – di uccidere tre suoi vicini di stanza, nell’ex stabile delle Ferrovie dello Stato. Il movente – confermato dallo stesso omicida – sarebbe da attribuire a presunti tentativi di furto che le due vittime avrebbero compiuto a più riprese, rovistando tra le misere cose
di Guarino. E secondo quanto affermato da quest’ultimo dopo l’arresto, c’era anche un terzo barbone che frugava nelle sue cose, pure quello destinato ad essere ucciso nella stessa sera e con le stesse modalità. La terza persona che Guarino voleva uccidere è un altro senza tetto brindisino accasato in quell’edi – ficio mezzo scalcinato ma, fortunatamente, l’assassino non è riuscito a raggiungerlo in stanza, per il parapiglia scatenatosi dopo il ferimento di Tasco e l’uccisione del rumeno.
Di fatto però – secondo quanto riferito dagli investigatori – non sarebbe stato mai accertato alcun furto, da parte dei tre coinquilini, ai danni dell’omicida.
Di certo l’uomo che l’altra sera ha scatenato la tragedia avrebbe dovuto trovarsi in luoghi di tutt’altro genere, vista la gravità dei suoi precedenti penali. Ne ha una sfilza, Pietro Guarino, a cominciare da quello più drammatico e raccapricciante: l’uccisione della sua convivente avvenuta nel ‘90 a Torpignattara (Roma), per la quale finì in carcere restandovi 17 anni. In quel caso non fu usata alcuna arma: dopo aver mangiato e abbondantemente bevuto, il brindisino iniziò a litigare con la donna aggredendola a calci e pugni, fino a sfondarle il cranio.
Un precedente che da solo ha indotto molta gente, ieri mattina, a riflettere su come un individuo simile avrebbe dovuto trovarsi da tempo in un manicomio criminale, più che in un dormitorio di fortuna. Ma non è tutto: Guarini aveva dato in escandescenze, sempre coltello in pugno, anche lo scorso anno di questi tempi, quando abitava nei pressi di via Ottaviano – non lontano dal luogo dell’omicidio dell’altra sera – e minacciò diversi passanti ed abitanti di un condominio della zona. Ubriaco, in quel caso agì senza una ragione, brandendo un coltello per strada contro la gente. L’intervento delle forze dell’ordi – ne a scongiurò il peggio e l’uomo finì in carcere per qualche mese.
Insomma, ritenere Guarini un omicida potenzialmente recidivo, e comunque particolarmente pericoloso, era il minimo delle «precauzioni» che si potessero adottare.
«È un fatto gravissimo quello che è successo ma purtroppo – spiega Rosa Linguaglossa, che lavora in un negozio della zona – tutti, qui intorno, immaginavano che prima o poi una cosa del genere sarebbe potuta accadere: qui la sera, a partire dalle 20.30, è come se calasse il coprifuoco e, da una certa ora in poi, non si vede l’ora di chiudere bottega e andar via. Sono tanti – aggiunge la signora Linguaglossa – gli stranieri che in determinati orari si concentrano in questa parte della città: ci sono rumeni, eritrei, tunisini, ma poi ci sono anche senza dimora locali. I rumeni in particolare, si radunano al mattino, verso le 7, poi si dividono salendo sui treni che vanno nei diversi paesi della provincia o del Salento: San Pietro, Squinzano, Copertino, ed altri Comuni limitrofi, dove restano per tutto il giorno a mendicare. A sera poi ritornano, mangiano come e dove possono e poi alcuni di loro cominciano a bere. È quello il momento più pericoloso per chi si trova da queste parti».
Una zona tra le più nevralgiche di giorno, che a sera si trasforma in un area da evitare: «Pensi – spiega Giovanni Caforio, titolare della sala giochi “Tetris”, a pochi passi dalla stazione – che già io che sono un uomo, se devo camminare a piedi qui intorno o verso il sottopasso che sbuca su via Appia, mi guardo attorno e accelero l’anda – tura. Figuriamoci una donna. Non è che manchino i controlli – aggiunge – perché le pattuglie delle varie forze dell’ordine passano, ma è l’insieme delle cose che fa di quest’area una zona a rischio e degradata: oltre alla scarsa illuminazione, che peggiora alla chiusura dei negozi, c’è il problema dell’isolamento: dalla fontana di piazza Cairoli in poi è come se questa parte del centro diventasse all’improvviso estrema periferia, con la ferrovia e la stazione che ci separa dal resto della città: non so cosa stiano aspettando a realizzare il sottopasso ferroviario da tempo progettato, che collegherebbe via Tor Pisani ed i suoi nuovi parcheggi con piazza Crispi. Solo così ci sarebbe un transito capace di rendere questo pezzo di città meno desolato e pericoloso».

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Pubblicato il marzo 26, 2009 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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