Archivio mensile:ottobre 2012

PERCHE’ NON VOTO ALLE PRIMARIE .

Sono in tanti fra i nostri compagni a pensare che, seppur in un ottica non entusiasmante, le primarie costituiscono un elemento di scelta democratica. Credo sia una lettura figlia esclusivamente della pressione mediatica che in questi giorni si sta rendendo necessaria per distogliere l’opinione pubblica dalle scellerate scelte che sta compiendo il Governo Monti per adeguarsi alle esigenze della BCE controllata dalla Germania. Queste scelte non sono irreversibili e non sono espressione di un destino segnato. Politiche differenti sono possibili e ampiamente attuabili a patto che il paese riesca ad esprimere un bisogno di democrazia alto e sia in grado, con tutti gli strumenti del conflitto sociale democraticamente utilizzabili, di mandare a casa questo Governo ed agevolare le forze che esprimono l’alternativa all’ austerity imposta dalle banche e fatta pagare alla parte della popolazione che sta peggio.

Il candidato Renzi sostituisce il feticcio di Berlusconi per coprire l’esigenza di avere uno spauracchio contro cui scagliarsi. Peraltro nemmeno la destra ha sciolto il nodo del candidato Premier. In ogni caso è utile precisare che indicare il futuro Presidente del Consiglio, non è un vincolo di legge ma una prerogativa del Presidente della Repubblica, quindi, la scelta di indicare il candidato Premier è solo una scelta ideologica, ormai completamente assorbita dall’opinione pubblica e che ha avuto la funzione di orientare il corpo elettorale verso una cultura maggioritaria, utile a rafforzare il fenomeno della dittattura della minoranza. Leggi il resto di questa voce

Gianluca Nigro: Nei campi torna il lavoro minorile, e la politica è silente.

da http://www.controlacrisi.org

Gianluca Nigro è stato il coordinatore del progetto di accoglienza della Masseria Boncuri di Nardò, un progetto sperimentale che ha contribuito ad aprire in Italia una stagione di lotte con il primo sciopero autorganizzato dei braccianti contro la schiavitù ed il lavoro nero. Un’intervento portato avanti da associazioni di base ( Brigate della Solidarietà Attiva e Finis Terrae) che ha provato a superare  l’approccio etico dell’associazionismo classico  in tema di immigrazione per rimettere al centro il terreno dell’organizzazione dei lavoratori e della loro presa di voce.  Controlacrisi.org lo ha intervistato.

(nella foto: blocco stradale dei braccianti a Castelnuovo Scrivia – estate 2012 )

Nardò, Salluzzo, Castelnuovo Scrivia, cosa succede in agricoltura con i migranti?
Succede che nonostante i tantissimi tentativi di rimuovere l’attenzione su ciò che accade nel mondo del lavoro migrante qualcosa si muove. Quelli da te citati sono solo i luoghi giunti agli onori delle cronache, ma c’è tanto altro che si muove su questo terreno. Dopo tanti anni, non senza contraddizioni, anche piccoli spezzoni del mondo della chiesa si affacciano al tema del lavoro migrante. Però c’è tanto da costruire, o forse potremmo dire da decostruire; nel senso che è fodamentale rimuovere molti luoghi comuni e schemi di ragionamento incrostati nel tempo che rappresentano il vero freno alla costruzione di un percorso di avanzamento sociale dei lavoratori stranieri. Il tappo non è rappresentato da loro, ma dalle sovrastrutture di noi italiani nel non considerarli lavoratori salariati . A questo si aggiunge il fatto che dentro la dimensione della crisi tutta la questione migrante subisce un disinteresse generale da parte della politica, come se i processi legati alla crisi non fossero Leggi il resto di questa voce