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Proviamo a guardare lontano?

E’ evidente che la sinistra è morta nei suoi rituali, almeno in quelli nati dal dopo Bolognina e sviluppatisi negli anni 90. Alcuni dei principali esponenti della sinistra di quegli anni e di questi – Bertinotti, Veltroni , Rutelli – sono politicamente defunti e D’alema non si sente tanto bene.

Costoro hanno fondamentalmente utilizzato gli strascichi di pratiche consolidate dagli anni 70 in poi, senza introdurre elementi di novità e di analisi innovativa della società: hanno, per sintetizzare, prosciugato le forze dei vecchi partiti di massa e delle loro relazioni sociali. Hanno assorbito il leaderismo come elemento costitutivo del loro proporsi. Leggi il resto di questa voce

Accordo annunciato, ma non meno grave. Ora la parola passi ai lavoratori

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di Roberta Fantozzi (segreteria nazionale PRC)

L’accordo separato firmato da governo, Confindustria, Cisl, Uil, Ugl, non è un evento inaspettato preceduto come è stato dalla lunga serie di accordi separati di categoria. Tanto meno lo è dopo l’offensiva lanciata nei giorni scorsi da Confindustria, Cisl e Uil, e le dichiarazioni di Walter Veltroni. Ma è fortissimo il senso dello strappo, per l’accelerazione che si è prodotta, come per la gravità estrema di quanto è accaduto.
Berlusconi cerca di realizzare nuovamente l’obiettivo che segnò il suo governo nel 2002, quando con il Patto per l’Italia puntò ad isolare e marginalizzare la Cgil. Lo vuol fare, oggi come ieri, per realizzare un disegno “costituente” che mira a determinare in senso fortemente regressivo non solo la condizione materiale del mondo del lavoro, ma natura e ruolo dei soggetti sociali e dunque lo statuto della democrazia nel nostro paese. Un disegno persino esibito dalla coincidenza temporale della firma dell’accordo e del primo via libera dato dal parlamento al federalismo. Entrambe scelte “costituenti” che puntano a dividere e frammentare, mettere in contrapposizione i territori come i lavoratori, distruggere i residui elementi universalistici e solidaristici del nostro modello sociale. Entrambe scelte che hanno registrato l’assenza grave dell’opposizione parlamentare. Leggi il resto di questa voce

Non togliete al Sud per trasferire al Nord

«Non togliete al Sud per trasferire al Nord»

di Andrea del Monaco dal manifesto 22 gennaio 2009
Fondi Ue, si teme lo scippo
«Siamo di fronte al gioco delle tre carte. Il governo alimenta una drammatica guerra tra poveri, sposta ingenti risorse destinate alle politiche sociali e infrastrutturali del Sud dirottandole al sostegno della crisi produttiva del Nord», secondo Niki Vendola, presidente della regione Puglia. Ieri il governo ha annullato l’incontro con le regioni sulla rimodulazione dei Fondo Sociale Europeo ( FSE) e del Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS) per sostenere le misure anticrisi. Non ha dato motivazioni ufficiali. Leggi il resto di questa voce

Ecco come il governo scippa le risorse del Sud

di Andrea Del Monaco

da Il Manifesto del 21/12/2008

«Il governo non risponde sul Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) regionale, questo è un fatto negativo» ha sostenuto Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, alla fine di un incontro avvenuto giovedì scorso a palazzo Chigi con il premier Berlusconi e i ministri Fitto, Sacconi, Tremonti, Scajola e Matteoli. Leggi il resto di questa voce

Lavoro nero – da www.rassegna.it

schiaviArrestati tre imprenditori e un capo-cantiere. Sfruttavano immigrati stranieri nei cantieri edili di molte città del nord, col miraggio del permesso di soggiorno. La paga: 1,70 euro all’ora. I clandestini erano stipati in case-prigioneI carabinieri di Reggio Emilia e San Polo d’Enza hanno arrestato tre imprenditori e un capo cantiere: Giovanni Freno, 41 anni di Corigliano Calabro (Cosenza), Marco Pozza, 53, di Reggio Emilia, Federico Pozza di 26 anni, di Reggio Emilia, Victor Boldisor, il capo cantiere moldavo di 42anni, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’introduzione e alla permanenza di cittadini clandestini sul territorio nazionale, nonche’ di falsificazione di permessi di soggiorno, estorsione e impiego di manodopera clandestina. Leggi il resto di questa voce

L’uomo delle P(u)olizie

Usa: ministro per l’immigrazione usava immigrati illegali per pulire la sua casa
Il ministro per la Sicurezza nazionale Michel Chertoff, responsabile anche dell’immigrazione, usava immigrati illegali per pulire la sua abitazione. La scoperta ha fatto scattare una multa ai danni della compagni di pulizie che aveva assunto i lavoratori illegali, mentre Chertoff ha tagliato subito i suoi rapporti con l’impresa. Il proprietario della compagnia, Jamed Reid, ha detto di essere stato all’oscuro della posizione illegale dei suoi dipendenti. 11/12/2008 15:56 Da UNIONE SARDA

Inchiesta BBC trasmessa a rainews 24.

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http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/02122008_fortress-europe/fortress.wmv

Ottima inchiesta mandata su rai news 24 , ma prodotta dalla BBC. E’in inglese , ma ci sono si sottotitoli in italiano.

Da vedere

LAVORARE UCCIDE – MARCO ROVELLI

cambio programma

L’AUTORE DEL LIBRO , MARCO ROVELLI , sarà presente a Brindisi il 1Settembre 2008Orario  e  luogo  sono da definire

All’iniziativa, organizzata con CAMERA A SUD, prenderanno parte

Angelo LEO – CGIL

Gianluca NIGRO – PRC regionale

Marco ROVELLI – autore del libro

MARCO ROVELLI (Massa, 1969) ha pubblicato nel 2006 Lager italiani per BUR Futuropassato. Musicista e autore di canzoni, narratore, tra le altre cose ha scritto la raccolta di poesie Corpo esposto (Memoranda, 2003). Insegna storia e filosofia ed è redattore di Nazione Indiana (www.nazioneindiana.com). Il suo blog è alderano.splinder.com.

Ecco l’articolo comparso sul Corriere della Sera a firma di Gian Antonio Stella.

Il muratore calabrese Nicola Coniglio, morto precipitando giù da un’impalcatura nel pieno centro di Perugia, non aveva forse mai visto le foto che Lewis W. Hine scattò nel 1930 durante la costruzione dell’Empire
State Building. Ma c’è un filo rosso che unisce lui e tanti altri a quegli operai fermati nelle straordinarie immagini del grande fotografo. Appesi come «Icarus» a un cavo nel cielo di New York. Intenti a stringere bulloni a trecento metri da terra, una mano a reggere l’appoggio e l’altra a stringere la chiave inglese. Seduti in fila su una traversina sospesa nel vuoto.
Quasi ottant’anni dopo, non è cambiato quasi niente. E migliaia di manovali vengono ogni giorno mandati su per le impalcature a lavorare così. Senza un casco, senza una imbragatura, senza un minimo di protezione contro gli infortuni. E come allora, quando morirono in cinque (senza contare le decine di feriti) nel cantiere del grande grattacielo newyorkese, continuano a cadere oggi. A grappoli. Basti dire che, di tutte le morti bianche sul lavoro, quelle nell’edilizia sono un quarto. Leggi il resto di questa voce