Vogliono ammazzare il gattopardo per venderne la pelle

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da wwww.controlacrisi.org

Mi è capitato di leggere l’ultimo libro di Alan Friedman “Ammaziamo il Gattopardo”, quello che sta occupando i tg nazionali per avere rivelato una non notizia: la decisione e le consultazioni di Giorgio Napolitano orientate a far dimettere Berlusconi e a sostituirlo con Mario Monti.

Ho deciso di leggerlo per comprendere cosa ci fosse dietro una operazione di questo tipo. Immediatamente dopo le prime righe l’obiettivo del libro appare chiarissimo: trovare alcuni escamotage retorici e finti scoop per ridare la linea economico ideologica al paese. Appare assai evidente l’espediente della rivelazione delle notizie sulla scelta di Napolitano per attrarre l’attenzione su un libro che sembra confenzionato in due giorni. Inizia con alcune pezzi di interviste dove si fa dire, senza che questo venga smontato, a Giuliano Amato che il debito pubblico del paese è, in ultima istanza, responsabilità indiretta del PCI per il solo fatto di esistere e che la coppia Craxi – Andreotti con il pentapartito sentivano la pressione dei comunisti sulla spesa pubblica; per non perdere terreno elettorale decidevano applicare la logica del “piu uno”: cioè ad ogni richiesta del PCI aggiungevano qualcosa in proprio per dare l’idea di essere sensibili alle istanze sociali e dei lavoratori. Già solo questo basterebbe a usare la carta del libro per altri usi. Ma c’è di più. Ci sono ampi stralci di interviste, con relativi finti gossip, a D’alema, Berlusconi, Prodi, De Benedetti e soprattutto, vero oggetto del libro, a Renzi.

Il libro, oltre la presunta rivelazione del rapporto Napolitano-Monti, si pone simultaneamente tre obiettivi:

1)indebolire Napolitano, che come è noto preferisce Letta a Renzi;

2) promuovere uno spettro di “riforme” di puro stampo neoliberista – riforma del lavoro, rafforzamento dell’idea dell’antistoricità delle tutele del lavoro, riduzione del costo del lavoro, e soprattutto ripetizione come un mantra della riduzione del debito pubblico, vero grimaldello ideologico per aprire le porte alle liberalizzazioni dei gioielli di famiglia;

3) Incoronare Renzi.

La funzione del libro si incastra perfettamente nella cronaca delle ultime ore sulla staffetta al Governo fra Letta e Renzi. Infatti il libro si chiude con una non casuale intervista a Renzi, che sembra incarnare in maniera plastica le indicazioni costruite sapientemente dall’economista americano, il quale prende il titolo del libro da una risposta ad una domanda fatta a Renzi. Con la metafora del Gattopardo si fa riferimento a Tomasi di Lampedusa e alla fatidica frase “cambiare tutto per non cambiare nulla”; caratteristica questa che viene attribuita al complesso della classe dirigente italiana, della quale Renzi sembra l’elemento di rottura dai vecchi vizi e visioni politiche che lo precedono. Quindi Renzi è il vero riformatore che avrebbe come ostacolo solo i difetti del ceto politico che vuole “rottamare”

Insomma un libro insulso che ha come vero scopo quello di dare una cornice ideologicamente forte e culturalmente esatta dell’avvicendamento di Renzi a Letta alla guida del paese. Una operazione che definire ignobile è come farle un complimento. Appare evidente che, seppur non è lo scopo principale di questa operazione, la possibilità che si costruisca in Italia un fronte anti austerità, per le europee a guida Tsipras ma nel quadro interno differente, crea sconcerto e preoccupazione nelle fila dell’area più liberista del PD, che con l’ausilio della tecnocrazia mediaticamente più strutturata danno corpo ad operazioni ideologiche di questo tipo.

Gianluca Nigro

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Pubblicato il febbraio 13, 2014 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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